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panorami Archives

13.02.04

varenna

dal vero oggi era fantastico. e io c'ero.

14.02.04

nuvole

nuvole
e io oggi ero qui, sospesa sopra nuvole di zucchero filato
....che se magari non la vedevo solo io era meglio.....

igghy

06.05.04

mare

11.07.04

valle

sabato, il mio panorama
rilassante da morire

28.07.04

engadina


Lac da Cavloc

Salecina

23.08.04

sils

23.10.04

canoa


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07.11.04

autunno

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peccato non sappia fotografare, così come vedono i miei occhi, i colori dell'autunno.

01.08.05

relax


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21.11.05

dal traghetto



panorama dal traghetto



22.11.05

larici


oggi ho visto

 

24.11.05

brrrrrrrrr




oggi: il mio freddo panorama (-11°) 

26.11.05

il risveglio


stamattina:
boia che freddo



30.11.05

vroooommm



abeti




20.12.05

lago



 

01.01.06

notte di capodanno

notte di capodannno

sophienalpe

tra gli alberi, laggiù c'è vienna.
è il primo dell'anno.

19.01.06

gelo a colorina



28.01.06

il noce d'inverno

 


01.03.06

seth



ultima corsa sulla neve per seth

23.04.06

riflessi


11.05.06

felci


felci sonnacchiose in val codera

05.06.06

forra



sottobosco



san giorgio



06.06.06

pesce volante



10.06.06

valle di spluga



25.06.06

castagno



27.06.06

sostilla





 

28.06.06

bosco



16.07.06

val di lemme



30.07.06

valle lunga di tartano



i tre laghi del porcile



06.08.06

valle terzana



lago di scermendone



08.08.06

preda rossa



11.08.06

val gerola



lago di trona



12.08.06

lago di zancone



13.08.06

stambecco



14.08.06

lago rotondo



15.08.06

lago di trona



03.09.06

dalla cima piazzotti

08.09.06

grignetta

10.09.06

alieni

23.09.06

luce

29.09.06

autunno

01.10.06

compagnia

dal monte legnone

10.11.06

colori

11.11.06

specchio

12.11.06

val dei ratti: autunno

13.11.06

pian di spagna

14.11.06

abbraccio: autunno

31.12.06

como: prima del 2007

01.01.07

2007: fuochi a como

23.01.07

luci, la sera presto

20.02.07

dal rifugio preuss




Sono passati quasi trent’anni da quella mattina, fuori dal rifugio Preuss.
Certo non indosserei più quella calzamaglia e quel maglione, ma la voglia di bere un caffè con quel panorama è la stessa



25.02.07

elicriso e farfalle




04.03.07

eclissi / 2



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16.04.07

val di roseg


appena superato il maloja pass, il lago di sils ancora gelato



la val di roseg, verso il ghiacciaio



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22.04.07

in val codera


in val codera, primi fiori



e vecchio castagno


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20.05.07

verso il rifugio gianetti


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con seth, che rincorre farfalle e si spaventa ad ogni fischio di marmotta.
ancora due ore e mezza per il rifugio che, si vede piccolo piccolo, a sinistra in alto vicino ad un nevaio.

che giornata magnifica! 

09.06.07

valle della pietra

 

dopo il temporale

10.06.07

pizzo trona




alta val gerola

30.09.07

il bosco si colora


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il bosco si colora di autunno

 

09.11.07

una giornata tutta mia

 

 Stewie è il nome che, mia figlia ha dato alla sua auto, ed è su questa che oggi, mi inerpico tra tornanti madidi di brina, al suono dei Placebo che rintronano nelle piccola casse acustiche.
Oggi, dopo non so più quanti giorni, o meglio mesi, ho preso una giornata mia, un giorno tutto mio, dove di solito faccio quello che mi piace, quelle che adoro. Un giorno tutto mio per fare quello che amo: mi farò un culo così.
Perché quando decido di prendermi una giornata vado a camminare, faccio trekking, vado in montagna.
Naturalmente con me porto la sfiga, io e lei ormai non usciamo più da soli, sempre per mano, oggi mi accompagna in montagna.
Fino a ieri ci c’è stata alta pressione, come recitano le previsioni del tempo, oggi no, oggi specialmente nel pomeriggio, ci saranno precipitazioni. Giusto in tempo, infatti mi darà il tempo di arrivare dove devo arrivare e poi, zac, chissà cosa succederà.
Lascio la stewie, dopo essermi allacciato per bene le scarpe e, ficcato nello zaino cibo, da bere, e un cambio.

Il vallone iniziale è subito freddo, innevato, senza sole. Dopo un ora, oltre il dosso, il sole, e neve sotto i piedi, il panorama è bello e mi avverte che tra un’oretta, se proseguo verso la mia meta, saranno cazzi.
È il panorama che mi avverte, anzi, mi allerta. Mi dice, occhio c’è già neve, ce ne sarà ancora,  e appena arrivi, troverai altro ad attenderti.
Naturalmente, non mi lascio mica condizionare dal panorama, figurati, ne ho viste di peggio… Intanto noto che le orme sulla neve sono solo dietro, quelle che lascio io, altri cretini oggi non sono passati da qui, però, penso ci sono altre vie, che portano alla cima, magari  hanno preso altri sentieri più battuti. No, non hanno preso niente, nessuno oggi  ha pensato di prendersi una giornata tutta sua il giorno sbagliato.

 

Cammino da tre ore ormai, mi fermo su un sasso e mangio qualcosa, con il binocolo preso alla bancarella del russo, scruto la cima, la vedo, insomma vedo una cosa sfuocata dove indovino la croce e qualcosa che si muove a quattro zampe con lunghe corna: è uno stambecco, il tempo di vederlo saltar giù. Appena più in basso al binocolo (binocolo… perché sono così deficiente da comprare cose così?), appare il percorso che dovrei fare io, da solo, con il culo assiderato. Prendo la decisione che, è si la mia giornata, ma mica mi voglio rompere le ossa, quindi scelgo per una variante, faccio la bocchetta e poi vado al rifugio, mi ammazzo con un minestra e poi torno a casina.
Da qui in poi il vento mi flagellerà fino al cazzuto rifugio chiuso, sprangato, a prova di bomba. Faccio in tempo a mettermi addosso tutto quello che ho e i guanti, che dio li benedica, e inizio a chiudere l’anello con la  discesa. La mia compagna sfiga, che si è annoiata fino ad ora, decide di chiamare nell’ordine, il vento (uno forte, mica cotica), poi la pioggina gelatissima e poi la neve, concludendo con tormenta sferzante. Mi sono scapicollato verso valle con le gambine gelate, i piedi gelati,  e il culo gelato, alla macchina arrivo pure con un ginocchio che urla, e la faccia che brucia.
Che bella giornata oggi, ci siamo divertiti, io, la sfiga, e la capre incontrate al ritorno. Unici esseri oltre me qui oggi.

 

 
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08.03.08

a spasso a cercar felci

 

verso san giorgio“Un panino di segale con bresaola, formaggio, pomodori e maionese, tre bottigliette d’ acqua, un cappuccino e un Ritter alle nocciole: fanno otto euro. Stamattina hai tanta fame?”  “No, stamattina  prendo una giornata mia e vado in montagna a vedere se le felci si sono risvegliate”. Rispondo alla cassiera dal bar.
Alle nove lasciamo l’auto io e seth, che nei momenti dolci chiamo settimio, e quando mi fa incazzare setter, come se non avesse nome.
Il sentiero ben marcato e ripido (troppo ripido) ci porterà a S. Giorgio, la nostra prima tappa.
Dopo venti minuti capisco che il pranzo di natale è ancora “tutto intorno e dentro me”, alla mezzora mi sento come Jabba in Star Wars: senza gambe.
Nel pesante silenzio, sento solo il respiro e il bum bum del mio cuore che dice: "colesterolo 460, se continui così un bel infarto non te lo toglie nessuno." È che dovrei essere a dieta da mesi, e in realtà la dieta la faccio, fino alla cena, è il dopo cena che m’ingrassa. E poi, sono fuori allenamento.san giorgio
Credo d’essere arrivato a metà salita ora. Lo capisco dal "non farcela più". Sono stanco come un somaro. Settimio corre che è un piacere, corre avanti mille chilometri, poi torna e sembra dire ”allora ti muovi?”, lo strozzerei il bastardo. Che poi non posso neppure dirglielo che è bastardo visto che è di razza, pero posso gridargli “razza di bastardo, non correre che non ce la faccio a starti dietro!”
Finalmente il sentiero si fa pianeggiante e nella splendida conca circondata da betulle ci saluta S.Giorgio, minuscola frazione  con case in pietra situata in un posto davvero fantastico.
Da qui, si vedono bene due piccole frazioni, una è Cii ( non è uno starnuto), e più in alto Cola, (niente a che vedere con la bibita) più il là Codera, la mia prossima tappa.felce Mi ci porterà il Trecciolino, il nome di un sentiero praticamente perfetto, in molti punti scavato nella roccia e tutto pianeggiante a 900 metri quota. In alcuni punti ci sono ponticelli molto aerei, e seth se la fa addosso ogni volta, e ogni volta lo devo prendere in braccio. È ora di merenda, e in un boccone mando giù il ritter e mezza bottiglia di Energate rimasto nello zaino sei mesi fa. Settimio mangia la neve che ha trovato in un angolino, mentre gli verso una bottiglia di Levissima in un sacchetto di plastica che diventa la sua ciotola.
Si riparte per il lungo e pianeggiante sentiero, un camoscio lo attraversa e seth neppure lo vede. Dopo un’oretta ci troviamo di fronte Codera. Il paese più grande della valle, abitato tutto l'anno e per raggiungerlo dall’auto bisogna fare un sentiero tutto gradini per più di un'ora.
Giù fino alla forra e poi una breve risalita ci conduce a Codera. Sosta e pranzo. Si riparte dopo 10 minuti. Le mie ginocchia malandate si fanno già sentire ad ogni passo con una fitta, se penso alle centinaia di gradini, sto già male, e vorrei buttarmi giù nel burrone, di sicuro soffrirei meno.con seth

Non ho parlato del lago in fondovalle che sembrava d'olio, e non ho detto del freddo e delle sorprendenti foglie che, in alcune querce si sono rifiutate di cadere e hanno assunto una colorazione davvero particolare, non ho detto della solitudine e del silenzio in tutta la valle, non ho raccontato dell'avanzare in un metro di foglie di castagno secche, un mare di foglie. Non ho mai nominato il cielo color piombo che, per tutto il giorno ha minacciato pioggia, ma oggi il sole non serviva a rendere bella la giornata.




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10.06.08

in viaggio, primo giorno


 
la partenza \  il viaggio