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giorgio clunneo Archives

15.03.04

dio come russa

...gli auguro una buona notte, e lui prima di spegnere la luce si scusa in anticipo "...magari russo un po' all'inizio...", "tranquillo, sono stanco come un minatore, mi addormenterò subito"...dico io.
Le mie ultime parole famose, perché lui è rapidissimo, appena sfiora il cuscino si addormenta. E da qui in poi la mia odissea ha inizio. Quello che dirò ora potrà sembrare colorito, o esagerato, ma giuro "che mi caschi il pistolino in un tombino" è tutto vero.
Il mio compagno comincia una lieve sinfonia fatta solo di timpani, tromboni, trombe ed effetti speciali non classificabili.
Comincio ad imprecare adagio sperando di addormentarmi in fretta pure io, ma così non è.
Ore 01,15 un rombo di tuono invade la camera, è come se una colonna di caterpillar cingolati sia entrata in camera, salto in piedi chiedendomi chi cazzo ha dato il permesso al convoglio di entrare. Accendo la luce, non c'è nessuno. O meglio c'è quel "qualcuno" che secondo me ha ingoiato un impianto HI FI e dj krust lo sta mettendo a dura prova alzando i decibel con botte di bassi, con un pezzo di tranz davvero furente.
Dalla camera accanto si sente un bum bum, sono i pugni del povero disgraziato che come me è capitato nel girone dantesco.
Ore 01.40, stanco di fare PPPSSSSSSSSSSS (fortissimo) ogni tre minuti, mi alzo e vado in bagno a vedere cosa posso ficcare nelle orecchie per evitare danni permanenti all'apparato uditivo. Decido per un impasto di carta igienica e gel, mi ficco il tutto nelle recchie convinto che lo stratagemma possa funzionare.
Povero illuso....non ho calcolato le vibrazioni.
Il suo letto è a un metro da me, ma questo non basta a frenare, neppure la moquette serve ad attutire, arrivano lo stesso. Le vibrazioni escono dalla quella gola che dev'essere come un canyon, scendono dal suo letto e attraverso il pavimento giungono a me amplificate e pure incazzate fino a far vibrare il mio cuscino. Non sto scherzando.
Ore 02.30, ho la pelle screpolata dal sisma, come se un piccolo terremoto magnitudo 4 abbia creato in me fratture insanabili, mi metto seduto sul letto imprecando e stramaledicendo ogni singolo istante di questa nottata del cavolo.
" e se andassi a dormire in auto?"... ma mi dico "se è la guerra che vuole, la guerra acustica avrà!".
Mi avvicino al sul suo letto con fare spavaldo, e grido " oèèèèèèèèèèèèèèèèèèè" con tutta la voce che ho in gola.
Il risultato è un "ehmmm...ahhhhhhh" e dopo il sospirone si rigira dall'altra parte, smette 12 secondi e riprende più forte di prima.
Ad ogni mio verso è sempre lo stesso, si rigira e ricomincia, più di prima. La mia tecnica non funziona, sto provocando una reazione a catena, una sorta di domino il salita, la tessera che cade ne spinge una sempre più grande.
Sono sconfitto.
Sono le 6 del mattino e mi sento cosi pirla, non ho la forza di prendere il cuscino, posarlo sul suo beato viso e premerlo fino alla fine. Non ce la faccio, sono un pavido.
L'ultima volta che ho visto l'ora mancavano pochi minuti alle 7, mi sono addormentato. O meglio sono morto dal sonno,
finalmente domo e sogno pure. Dio che bello...
"ehi, sono le 7 e mezza, è ora di alzarsi...

18.09.04

riunione del tubo

ieri mi sono sciroppato 640 (diconsi seicentoquaranta), per tre orette scarse di riuonione.
ci ho pensato. sono state spese molte parole, sono stati spesi molti soldi, un blabla molto professionale. insomma a sentir loro (i capi, i manager, i sappiamotuttonoi) è stato un'utile evento.
io avrei risparmiato soldi e tempo, inviando a tutti gli agenti una bella e-mail con scritto quanto segue: dovete vendere di piu' cazzo!!!.
il messaggio sarebbe giunto lo stesso.
i viaggi di ritorno da questi utili meeting sono sempre un continuo massaggiarsi lo stomaco, e il continuo ripetersi " giuro che è l'ultima volta che mi beccano".
quando il mal di stomaco sta per passare e la mente comincia a pensare ad altro sei al casello di melegnano che ti da il benvenuto con un milione di auto tutte belle ferme e incolonnate. (molto ordinate, molto pittoresco). puttanazzadiquella....
evvabbè sono le 17, 30...339....chiamo...tu... tu... tu... tu... (si cavolo proprio tu!, perché non rispondi al terzo tu?)...macciao" sono qui in coda ...si...mah cosa vuoi che ti dica, se va bene sono a casa alle otto,...si cena pure, ci vediamo più tardi.
il più tardi diventeranno le 21, 30.
non male, sono in piedi dalle 5 e per tre orette scarse di scassamento sono in ballo da 18 ore.
meno male mi sono preso un'oretta simpatica per un pausa caffè.

con la sete di vendetta che ho, col cavolo che vendo di più, vi mando a ramengo la zona. sgrunt.

22.09.04

lo sconto

il mio lavoro, ogni giorno, mi porta il lungo e in largo.
più il lungo a dire il vero, giacché la mia zona è lunga e stretta.
so di una nuova apertura, (non intendo dire una nuova via di fuga, attraverso il muro), hanno inaugurato un nuovo grand hotel 5 stelle l, con un nome soave come conviene, di quelli acchiappa/spenna-grulli. il posto è davvero incantevole, una favola, l'edificio pure. anche il conto per una notte deve essere una magica favola.
la receptionist (mi si intorcola la lingua a dirlo) è classica. cioè, carina, sobria, sorriso bianchissimo, cordiale con i capelli raccolti, ordinata e cordiale, (come il bitter). dice " posso esserle d'aiuto?" (portami nella 214 e ti spiego come...vorrei dire...), invece dico
" buongiorno, mi chiamo giorgio clunneo della oplà & son, è possibile parlare con il direttore o con il responsabile acquisti?"
"attenda un attimo" fa una telefonata e poi sparisce.
per ogni venditore, questo è il momento per elaborare la prima battuta, la giusta frase, colpire nei primi secondi (non parlo di portate). in questi pochi secondi carichi di tensione i più mettono le mani in tasca per asciugare il sudore. io non lo faccio da tempo, primo perché sono un veterano e secondo, perché trovo molto stimolante la palpatina. fa perdere di vista (e la vista..dicono) il vero motivo del perché si è qui: vendere.
in questo lasso di tempo, che varia dal tre minuti alle tre ore, dipende da cose sta facendo il capo, io faccio quello che preferisco, cioè curiosare.
mettere in disordine le brochure, sfogliare le interessantissime riviste del settore tipo, l'hotel, convegni & congressi, bargiornale, sfogliare col dito insalivato i quotidiani. gli hotel sono pieni di quotidiani, tutti belli ordinati che nessuno legge.
mentre sono intento a leggere la notizia del giorno (" toccata e frugata, donna denuncia il fornaio. s'è presenatato senza il filone"), sento alle mie spalle:
"tè se' ti che'l me cerca?" (mi perdoni, sono il direttore, è lei che hai chiesto di me?)
"oh si, certo, buongiorno, sono giorgio clunneo, della oplà&son, piacere di..."
"tè se' il terso che'è me rumpa i ball, gho mia temp!" (deve scusarmi, ma con tutti questi impegni, capirà che senza appuntamento posso dedicarle sono pochi minuti)
"certo, capisco, le farò perdere solo pochi minuti, vorrei presentarmi e fissare un appuntamento se è possibile"
"ma ti che scunt te me fé?" ( mi auguro che la sua offerta sia oltremodo favorevole, specie in questi tempi di crisi).
ecco, io sopporto tutto, sopporto che mi si sbatta la porta in faccia, o che il mio interlocutore abbia la fiatella, o che le sue ascelle vivano di vita propria. sopporto perfino la maleducazione mi faccio piacere pure il dialetto che spesso non capisco, ma lo sconto no. lo sconto mi manda in bestia, è come se mi portassero via mia figlia. sono come quella della breil, toccatemi tutto ma non lo sconto.
abbozzo un sorriso, faccio il finto tonto e chiedo come se non avessi sentito
"scusi?"
"scunt, quant scunt te fé?" (la sua migliore offerta ?)
mi ha chiesto uno sconto.
non sa chi sono, cosa vendo, come lo vendo, a quali condizioni. non ha chiesto neppure il prezzo, e mi chiedo uno sconto?
"sa che è buffo? - dico - le avrei detto che la prima fornitura in prova è gratuita, ma visto che mi chiede "lo sconto" le farò pagare qualsiasi cosa voglia comprare solo al 98 % del listino. è contento?"

siii pronto?

i telefonini sono una bella comodità.
sai sempre chi ti chiama ancor prima di rispondere, sempre che si sappia il numero o che il nominativo sia inserito nella rubrica.
è bello sapere che stai per rispondere ad osvaldo, lo puoi accogliere con un "wellà vecchio laido! coma stai?" oppure sapere che è quella limaballe della tua vicina tanto depressa " sono occupato, posso chiamarti più tardi?" clik
è stupendo aver sempre a portata di mano la balla giusta per quel 'cliente esigente' " no guardi sono a trapani per un esame uditivo, mi spiace fino alla settimana prossima..."
alcuni hanno capito come gira il fumo, e levano di proposito l'id, e allora sei fregato.
si è vero ci sono sempre delle scappatoie. tipo quando ti chiama la suocera " pronto, si?...ah salve come sta?....be....come? non sento?....frsssssssss...parli più for...non sento una maz...clik.
ma c'è una categoria di persone che ti becca sempre. e siccome sono furbi ed allenati, non ti danno il tempo per elaborare alcunché.
trilla trilla (numero privato)...chi cavolo sarà?
"si?"
"salve è la banca, può parlare?"
vorresti rispondere con un " no ho un nodo alla gola", oppure " guardi, sono in anestesia locale, mi stanno levando un nodulo da una corda vocale", " scusi, ma sono il relatore alle nazioni unite, mi ha interrotto mentre esponevo all'amico bush un piano ferie".
ma chissà perché esce un flebile si.
" la chiamo per il conto..."
allora capisci che non hai scampo e la butti sullo spiritoso
"il conto? io ho un conto?
"si, il suo conto, è sofferente"
chiama il 118 cazzo! (vorresti dire), lui è sofferente?
e io? a me non mi si calcola? tutte le volte lo sportello del bancomat sghignazza e io soffro.
quando devo pagare con la carta di credito il soffro come un vitello nel vedere la faccia strafottente della commessa che mi dice " spiacente, carata non abilitata".
"davvero?...ma non è entrato il bonifico?
"si, e come è entrato è anche uscito, e si è portato con se altre spese, dovrebbe passare e sistemare la cosa"
mi sono bastati due minuti per elaborare la scusa che la terrà un po' buona.
"ehm, guardi lo so che sono sotto, ma vede, ho fatto un investimento che finalmente è andato a buon fine, a giorni entra un bonifico per la vendita di una petroliera....si una nave bella grossa,....si, ora vendo anche navi,...sa com'è mai fermarsi... a risentirci...buongiorno."
chiudo e butto fuori la tensione scagliando il cell contro il muro accompagnando il gesto con un sonoro vaffanc.
il danno è fatto, ora non solo sono senza soldi, ma anche senza telefono.
il guscio di là. la tastiera di lì, il display crepato, raccolgo i 22 pezzi.
tutto il rottamino è tra le mie mani, ma miracolo, non capisci come possa succedere, il telefono squilla, il display è rotto e non vedi chì è
"si?"
"buongiorno, è la finanziaria...."

08.02.05

auto in ostaggio

Il mio signor meccanico tiene in ostaggio la mia auto da due mesi, non ho più notizie e non mi ha comunicato l'eventuale riscatto. Le ultime notizie davano la mia amata auto americana, parcheggiata nel cortile di un'altra autofficina ben attrezzata, la sola con apparecchiature per la diagnosi che, nemmeno il centro europeo dei tumori può vantare. Ad ogni telefonata per sollecitare notizie sull'eventuale liberazione, mi si risponde con un "ci dispiace, ma durante il collaudo, i valenti tecnici hanno riscontrato una anomalia al sensore del pedale dell'acceleratore, le costerà altri centocinquanta euro più iva", oppure, "guardi, abbiamo mandato un'ambulanza per il ritiro, ma la sua auto americana (come se fosse già per se una colpa), non vuole più partire, pare siamo le candelette, almeno due, le costeranno circa duecento euro più iva".
Ho il sospetto che le mie telefonate di sollecito non siamo gradite, sembrano proprio infastiditi dalle mie imprecazioni, e penso, mi puniscano con un nuovo pezzo da cambiare e, naturalmente, da fatturare.
Domani non chiamo, ho paura.

20.02.05

auto in ostaggio /2

questa volta mi sentono! entro direttamente con l'auto sostitutiva a tutta manetta e faccio un macello.
che fine ha fatto la mia macchina!
buon giorno, la sua auto è pronta, è lì che l'aspetta. sana e salva.
orpo, dovè?
e lì, proprio vicino a lei, non la vede? eppure è bella grossa.
gli occhi mi si riempiono di lacrime, mi inginocchio e ringrazio dio. ho voglia di baciare le goodyear, accarezzare i paraurti.
non degno di uno sguardo il capo officina metto in moto la mia amata e sgommo.
ho voglia di pestare sull'acceleratore e lo faccio.
la mattina seguente ci metto quindici miti per metterla in moto. e in quei quindici minuti ho fatto il due volte il giro delle imprecazioni che conosco.
finalmente parte, prendo un machete e torno in officina.

11.03.05

auto in ostaggio /3- l'inizio della fine!

il mio meccanico si è goduto una bella vacanza pagata dal sottoscritto.
pensavo a questo, a tutta velocità in superstrada.
d'un tratto un "dlong" mi dice di guardare il cruscotto, una spia a forma di termometro mi fa ciao, il suono diventa martellante come le lacrime che bagnano i miei vestiti.
mi fermo appena posso, la mia auto ha perso tutto il liquido di raffreddamento
potrei usare le mie lacrime per rabboccare il serbatoio, ma non ho un imbuto.
meno male, c'è un chiosco, chiedo una bottiglia, la fontana è lì vicino, sono a posto.
ritorno all'officina, non guido io, l'auto ci sa arrivare da sola ormai.
il meccanico è tutto bello abbronzato, ha pure un rolex nuovo al polso, e appena mi vede sorride tutto. credo stia pensando di confermare l'acquisto di quella nuova villetta.
"cosa è successo ancora?
mi viene voglia ti ficcargli la testa dove di solito si ficca una supposta.
"che diavolo ne so, di colpo si è accesa la spia della temperatura"
"a-hà!"
eccoci qui.
di tutte le cose che poteva dire, proprio ahà ha tirato fuori. e io so già cosa significa.
significa, rifare il motore.
significa, addio vacanze per me.
significa, come lo dico al signor dir. della banca che il mio rosso diventerà rosso sangue?
"me la lasci qui, le farò un preventivo"!"
e io so già che me lo fa....o se me lo fa...sig

12.10.05

un prestito


no, non ci sono problemi, siamo una banca e siamo qui per queste cose
si ma, io vorrei sapere però se posso...
quanto le serve eh? venti? trenta?
vorrei acquistare un'auto sa...sono a piedi...
ma dai! che sarà mai, facciamo cinquanta e non se ne parli più!
grazie, molto gentile, ma sa, le altre banche mi hanno sempre sputazzato e...
ma perché le banche, nostre concorrenti sono subdole, promettono e poi zac! te le ficcano in quel posto. possiamo darci del tu vero?
si si, del tu, del lei, quello che vuole, non c'è problema...
allora che auto prendiamo, una bmw? una mercedes? una hummer? ti vedrei bene su una hummer
no, guarda, la hummer no, costicchia un tantinello, e poi da qui a li senza sgommare come minimo cinque litri di benzina...
allora prenditi una bella chrysler voyager, bella spaziosa...
no grazie, ho già dato e devo ancora dare per quel baraccone...stavo pensando di non superare un tot, sa, non vorrei caricarmi troppo con la rata mensile... e poi pensavo ad un usato, una occasione...
ordina, ordina subito, qui ci sono i soldi. ordina che ne hai bisogno!
ok, ordino, ma posso?... sei sicuro? non devi fare tutta la trafila della centrale rischi, tremila firme e altre cosine?
ma che dici, sono o non sono il direttore? vai e compra...vai.

il giorno dopo mi chiama al telefono e dice:
ciao, si, tutto ok...no nessun problema... mi servirebbe che passassi qui con tua moglie, si, una formalità ah, mi porti, già che ci sei, il rogito della casa? hai anche un'altra proprietà? ecco porta anche il rogito di quella. poi il codice fiscale, la partita iva, l'iscrizione alla camera di commercio, un documento, l'atto di nascita, lo stato di famiglia, le ultime trentadue buste paga di tua moglie, il tuo modello unico, il bilancio dell'anno in corso, il residuo del muto, la rata che paghi, eventuali altri finanziamenti in corso. porta anche le ultime utenze pagate: gas, luce, telefono ecc. hai carte di credito? porta pure quelle. ah, un'altra formalità, tua moglie che è dipendente pubblica dovrà firmare una fideiussione. e poi ci sarebbe anche una polizza sulla vita da stipulare, sai, non si sa mai...
scusa, è compreso, tra le cause di morte, anche il suicidio?
certo, ci mancherebbe!
ecco, giusto per sapere...

chissà perché ho qualche dubbio sul fatto che avrò un'auto

05.04.07

pranzo di lavoro


Con il capo area a pranzo, alle 12:30, che saranno le 13:30 come sempre, perché la gente non sa cosa sia la puntualità.
Come se noi puntuali si fosse in giro a fare una mazza tutto il santo giorno.

Costui, parte da casa sua, bello comodo, con l’auto aziendale, fa il pieno aziendale, fa colazione aziendale al primo autogrill; al secondo fa la seconda colazione, gli scontrini li mette in rimborso spese, naturalmente prima di arrivare alla cassa ha già preso oltre al caffè, una scatola di biscotti, un sacchetto di caramelle, il culatello, due chili di pasta, la mortadella e il pane. “già che ci siamo signora, facciacifratonda ci metta il corriere”.
Passa il tempo del tragitto, (duecento chilometri) attaccato al cellulare, manco se le sorti dell’azienda dipendessero da lui.
Arriva al “solito posto” che sembra uscito da un frigorifero tanto è perfetto. Io ho già la camicia stropicciata ancor prima di uscire da casa.
Lo porto a pranzo da un cliente, sul lago, un bel posto. Chi se ne impippa, oggi paga lui, vale a dire la società.
Un’oretta di chiacchiere, mi lascia un paio di nuove brochure, una cravatta che non ho ritirato al meeting di fine anno, perché ai meeting non ci vado, non c’ho tempo, e poi mi scasso, e mi saluta. Arriverà a casa dopo ore di coda e dirà alla moglie che è stanco.

Riprendo il lavoro, pensando a quanto sia stato cretino nello scegliere la libera professione.

04.10.07

che fatica

 

Sono così stanco, che ogni tasto pigiato per scrivere questo, è fatica, talmente stanco, da fare una fatica boia a parcheggiare in garage la cinquecento di mia figlia. ma come si faceva senza servosterzo?

Tenere gli occhi aperti mi duole, (che fatica dire duole).

Per non parlare di quando devo tendere la mano per salutare un cliente, e (cristosanto) stringerla magari, ahi che male all’avambraccio.

Mi sento come quello che perde i pezzi di Gaber: a tocchi.

Masticare due penne al gorgonzola, ha richiesto uno sforzo notevole, per non parlare di quando ho dovuto tirar fuori il portafoglio e pagare. Cazzo, quella si che è una fatica.

I miei sogni ricorrenti: una sdraio, un letto, un sofà, fare il commesso a divani&divani, una spiaggia lontana, un tappeto erboso, cuscini, quelli me li sogno anche mentre guido, tenere gli occhi chiusi per trentasei ore, dormire su un letto di gelatina, nuvole, pecore…una pecora, due pecore, tre pecore, quatto pecore, cinque pecore, sei pecore, sette pecore, otto pecore, nove pecore, dieci pecore, undici peco, docici pec, tredi..pe….



 

31.10.07

sms quotidiani

Dico, buongiorno, come stai, bene?...Si e tu? Come al solito, le dico, mi hanno di nuovo fatto la fiancata all’auto, questa volta tutte e due…
Dice, ora devo salutarti. Ok, buona giornata...
Poco dopo…
…allora lei dice: bella giornata. Mi sgridano per scoperti altrui. Vuoi farmi chiamare anche dalle tua banca? Potrei offrire il servizio. Che palle!
No, dico, lo dici a me che, mi hanno appena fatto due fiancate? lo dici a me che sono il re della sfiga?
dice: scusi sire, è che a volte certe giornate dovrebbero finire prina di iniziare. Così, per limitare i danni

Tra una settimana parto! Questo è il pensiero che sistema la giornata!
Tra una settimana avrò da invidiare un’altra persona. Ecco sistemata la mia giornata.
Non posso pensare a tutto! Lasciami essere contenta. Ti serve qualcosa da Dublino?
Ti avverto, questa conversazione finisce sul blog. Da Dublino, portami un paio di gine.
Io te le porto, ma ti avverto che, saranno pelose, rosse, ispide e puzzolenti. Scrivi questo se hai coraggio!
ok

24.11.07

che giornata di m

Piove da tre giorni, o forse sono trenta, non so, tanto dopo tre ore di pioggia ne ho già le scatole strapiene, e ogni minuto di pioggia in più, stramaledico l’inventore di questo inutile fastidio. Le giornate cupe, nere, fredde, giornate nelle quali non si vede una mazza dall’auto e, enormi buche nell’asfalto si aprono a vista d’occhio, in queste giornate, dicevo, si incupiscono pure i pensieri e, sento la mia voce che manda a fanculo tutto e tutti.
C’è alla radio il tal politico? Mavaffanculo! Intervistano la valletta? Vaffanculo, chiama il solito cliente che detesti? Vaffanculo, la banca, Il capo, il collega? Everybody vaffanculo.
Oggi ho stilato una piccola lista di cose che odio a più non posso, che detesto e che, stomalesoloasentirnominare.

Al primo posto: ”conflitto d’interessi” quando sento questa frase, vorrei prendere chiunque la pronunci, per il capelli e sbum contro lo spigolo del camino, come nel film profondo rosso.
Al secondo posto: le parole, coeso, coesi, coesione, il solo scriverla mi urta.
Al terzo posto: “la rai, canone rai, sollecito di pagamento ultimo avviso” e ho detto tutto.
Al quarto posto: “ filtro antiparticolato” che dio strafulmini chi lo ha inventato e stramaledica chi lo messo di serie nella mia auto.
Al quinto posto: “ciao, come stai? Si, bene tu? Ma lo sai che ho appena vinto duecentoottantottomila euro al superenalotto? Ah ma davvero? In medicinali cazzo, in medicinali!
Al sesto posto a pari merito: i giornali, i giornalisti, il commercialista, il dentista, il Visco e il fisco, i so-tutto-io, le saputelle, le santarelle, la pancia, la dieta, il cortisone, l’attesa, la spesa, il non aver tempo.
Al settimo posto, quelli che, come cazzo è come stracazzo non è, sono sempre in vacanza.
All’ottavo posto certa musica italiana che, vabbè che i gusti sono gusti e non è giusto giudicare, ma che caspita di musica suonano in giro per le radio? Però su questo punto, sono elastico, cioè detesto solo quella che non piace a me, ok?
A nono, metto il fiato sul collo. Odio chi mi alita sul collo. “dai muoviti”, “i target” i budget”, “competizione, competizione”,...
Al decimo posto metto il calcio. La nazionale italiana di calcio, i calciatori tutti fino alla serie c2. A pari merito i giornalisti sportivi che sono la cosa più… la più, che non mi viene nemmeno il termine. E come non citare i tifosi, i curvaroli sud e nord, gli ultras di ‘sta cippa! Li odio tutti uno per uno.
Vespa, Mentana, Santoro, gli speciali su Cogne, i dibattiti sulla pastella fritta. Bloshss mi fanno vomitare.

C’è poi la telecom, quella la odio con tutto me stesso, e con altri se possibile. Credo di essere l’ultimo uomo sulla terra a non possedere una connessione a banda larga, la mia banda è stretta e il mio conto da pagare larghissimo. Odio pure le persone che hanno la banda larga, odio soprattutto quelle che, “ sto scaricando due film e windows vista tra sei ore è tutto mio."


Ora mi fermo, se no, tra sei righe odierò pure me stesso e poi domani danno bel tempo.

ps/
E come faccio a lasciar fuori dalla lista A. Celentano? Miiii come mi sta sul cazzo Celentano. Fa un programma del tubo, pare sia arrivato gesùcristo in persona, ad ogni silenzio una ola del pubblico, dice cose che puoi benissimo, sentire ripetere al bar Tribasei ad ogni avventore davanti ad un bianco frizzante, per non parlare poi della musica: quando sento Celentano cantare, a me, subito stridono e poi cadano le balle.
Vorrei chiudere parlando di fiction, quella roba che una volta si chiamava sceneggiato, le detesto tutte dalla prima piovra uno, alla piovra trentadue, stanno facendo fiction su ogni sputazzata caduta dal dopoguerra ad oggi. Dicevo vorrei chiudere, ma coma cazzo faccio a non odiare i reality show? Basta, se no mi tocca parlare pure dalla Ventura e del suo modo di annunciare gli eventi a novantadue denti.

stop

 

05.12.07

trasferta


Di ritorno da una tre-giorni a Milano. Ogni volta torno con il mal di testa e svogliato, così svogliato che, finisco qui.

Domani per recuperare resto a casa a cazzeggiare.

17.12.07

Champion

Si sono svolte anche quest’anno, le consuete olimpiadi della sfiga.
Le competizioni si sono svolte in Lombardia, nella splendida cornice del lago di Como e tra le fantastiche vette della Valtellina.
Mai come quest’anno si son visti così tanti partecipanti e tutte le nazioni erano rappresentate.
Mai come quest’anno però, è andata bene all’Italia, che infatti ha dominato in venti specialità grazie alle prestazioni del fuori classe siculvaltellinese Ian Solo. Egli ha infatti dominato in tutte le competizioni che lo hanno visto partecipare, battendo quindici record nazionali, nove record europei, e ben quattro record mondiali e avvicinandosi al record galattico nella gara del “volte dal carrozziere in un mese”, con ben tre auto differenti, tre fiancate, due tamponamenti, due lunotti. Ian Solo, ha altresì dominato in gratta e vinci mai vinti, superenalotto mai vinto, tombola paesana mai vinta. Ha stracciato tutti i competitori nella categoria “code”: nello specifico “coda al supermercato”, “coda in tangenziale”, “coda dal medico” con ben diciotto vecchietti prima di lui, “coda al self service ikea”, qui ha battuto ogni record del mondo, perché in trentasei tentativi, ha sempre trovato chiuso al suo turno.
Ian Solo, si è pure distinto in “grane lavorative sotto natale”, “due di picche” e soprattutto in “aspetta il tuo turno all’ospedale” con ben sedici mesi di lista d’attesa per un banale intervento, e che ancora aspetta.
Considerato l’exploit del nostro campione nazionale, ci auguriamo tutti di rivederlo l’anno prossimo in nazionale, per le prossime gare olimpiche.

08.01.08

infame intervento

Si?
Buongiorno sono la caposala di otorino, la chiamo per il suo ricovero.
Ah, finalmente! Quando?
Mercoledì nove, alle sette mezza
Bene, devo fare qualcosa prima?
Gli esami li ha fatti, la visita pure, porti la tac e l’impegnativa del suo medico.
Altro?
Dunque: lei sa che il suo intervento è di routine e che durerà circa due ore.
Si lo so
Saprà quindi che sarà in anestesia totale.
So anche questo
Perciò, deve presentarsi a digiuno. Digiuno fin dalla mezzanotte.
O cazzo! E la mi mia colazione? E la mia doppia colazione? E il mio caffèlatte, le fette integrali e la marmellata di arance o di melacotogne?
No!
Nemmeno un tè?
No!
Neppure una camomilla rilassante preanestesia?
Le ho detto di no. Digiuno!

Ma porcaputtanazzadiquellalaidaporca, vado sotto i ferri e vabbè; non so chi è il tipo che mi infilerà arnesi su per il naso e che, magari a questo gli trema la mano, e come dice la mia amica, rischio che mi stacchi un pezzo di cervello, e resto offeso. Magari va tutto storto e muoio, e nemmeno una cavolo di barretta ai cereali mi fate magiare?
Che mondo in-fame e ingiusto.

Ps/
Se non sopravvivrò all’interveto o al digiuno, e questo blocnotes non verrà più aggiornato, si auto distruggerà alla fine di ottobre alla scadenza del dominino.

16.01.08

quella pazza d'una panza


Io e il mio corpo ci conosciamo da sempre e abbiamo un rapporto onesto e sincero; un rapporto di vera amicizia direi. Quindi non ci prendiamo in giro con minchiate, non lo porto più in palestra a sollevare centotrenta chili, non gli do da bere ettolitri di porcherie, lo alimento il giusto, non gli ho più dato da fumare da più di due anni, se lo devo curare lo curo, l’igiene è sempre impeccabile, non mando mai in giro una ascella a far brutta figura, e per quello che posso, cerco di rendere il tutto presentabile al prossimo e qualche volta pure armonioso. Ma. Ci sono un paio di ma, che mi preme sottolineare. Il primo ma, riguarda l’apparato urino-riproduttivo-sessuale; le prime due cose, funzionano bene, me ha lo messo per iscritto pure l’urologo qualche mese fa mentre si divertiva a farmi vedere sul monitor il mio…ehm… interno. La parte sessuale è talvolta un po’ anarchica. Non voglio dire sempre, ma qualche volta tende a farsi un po’ troppo i cazzi suoi. E vabbè, niente di male, tutti noi dobbiamo far i conti con piccoli problemucci.
Il secondo ma, riguarda la parte centrale. La panza, la pancia, la budrega, la palla, ù pallone, insomma mi sono spiegato: la zona giro-vita-giro-tutt’intorno-quanto è bello il mondo.
Questa parte mi da il tormento. Meno la voglio visibile più si fa vedere, meno la voglio riflessa più si fa riflettere, meno la voglio tra i piedi (è un modo dire naturalmente), più me la ritrovo tra i piedi.
Le dedico la giusta attenzione, ne le faccio mancare nulla, vuole un pizza? E gli do la pizza, vuole un ciambellone e gli do il ciambellone. Certo se mi chiede un massaggio fatto da manine esperte, quelle non è che le trovo nel frigo, ma può contare sulle mie di mani.
L’ultima l’ha fatta stamattina, io e il mio corpo tutti insieme saliamo sulla bilancia, come si fa tutti insieme ogni santa mattina, e lei, che fa?
Ci nasconde alla vista il numerino, la stronza!

19.02.08

il meeting che odio

Sveglia alle 4 e 45 del mattino, preparazione veloce e veloce corro verso Milano nella speranza di tagliare un po’ di traffico della tangenziale, un’ora e sono alle porte della città, imbocco la tangenziale nord e sono già in coda, mancano otto chilometri e per farli impiegherò un’altra ora e venti. Ma dove va tutto il mondo la mattina così presto?
La mattina scorre tra blabla e coffee break, poi il pranzo da dimenticare ed infine il pomeriggio strablabla.
Ora tocca a lui.
Il direttore generale è lassù, sul palco che è stato di Raul Cremona la sera prima e che io mi sono perso al meeting dei due giorni, anzi, al national sales meeting, che se non lo dico tutto di fila s’incazzano. Dicevo che il direttore è lassù, arringa, tira le fila di questi due giorni, parla calmo, avanzando e indietreggiando con il fare che pare di un salumiere che indica questo prosciutto no, la bresaola qui si. Io già di mio non sopporto l’uomo, non sopporto il suo modo di fare, non sopporto la sua “vision”, ma soprattutto non sopporto il suo modo maccheronico d’infarcire un banale discorso con decine di termini in inglese che rendono il discorso disordinato, inconcludente, noioso, fastidioso e idiota.
Chiedo al mio collega vicino: “che cazzo ha detto?”, “non lo so mica”.
Siamo in trecentocinquanta e saranno in tre quelli cha hanno capito, e se anch’io voglio capire, devo dare la caccia a questi tre, perché di chiedere direttamente a lui non ci penso nemmeno, sarebbe troppo difficile trattenere uno sganassone.
Comunque il massimo è stato l’incipit del prolisso discorso: “Yes, we can”.
Già mi girano i coglioni quando lo sento dire al deficiente romano, ma sentirlo dire pure al deficiente milanese è il massimo.

Voglio andar via dall’italia al più preso, al massimo domani.

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