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Giugno 2008 Archives

06.06.08

si va a fare un bagno

wrooommmmmmmmmmmmmmm
viaggio
mare
SssssPLASHHHHHHHH

da oggi sono in ferie, che nessuno si azzardi a chiamare, cercarmi o infastidirmi. Tranne:
• i miei clienti, che se non mi faccio trovare al telefono comprano da altri
• i miei amici, le mie amiche, se no che amico sono?
• mia figlia, che non parte con noi
• la mia vicina di casa, che deve sfamare i miei gatti
• i miei due capi, che se non rispondo al telefono si incazzano, e se si incazzano i premi di fine anno con pippolo che me li danno.

insomma siamo alle solite, una settimana di vacanze al mare dopo cinque anni e ho il sospetto che passerò ore a fare quello che faccio ogni santo giorno

10.06.08

in viaggio, primo giorno


 
la partenza \  il viaggio


          l'arrivo  \ il benvenuto


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11.06.08

in viaggio, secondo giorno



         omaggio \ la mia spiaggia


    cala trana \ alba di fuoco


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18.06.08

in viaggio, giorni fino alla fine

Si viaggia di notte.
Mi piacerebbe restare tutta la notte a fissare il nero del mare incollato ad un cielo nero senza luna che offre lo spettacolo di stelle a portata di mano. Invece no, è solo nero nero, come la creatura di nome Ciro. Non solo è nero ma è pure freddo, freddo cane, sicché seth resta rincucciato nella sua momentanea prigione e noi scendiamo cinque ponti sotto. La tiepida sala poltrone che porta il nome di un artista, ci appare come un quadro futurista esploso insieme all'artista. Gambe penzoloni, braccia allungate, bocche spalancate, facce deformate dall'improvvisa catalessi, paresi.
Sopravvissuti composti nella propria poltrona oppure quintalate di carni sudaticce che occupano tre poltrone.
Il vibrare delle paratie unito al russare professionista e al lamento di un paio d'infanti, mi convincono a far visita a seth, sarà freddo e buio, ma almeno è aria fresca lassù sul ponte nove che il capitano chiama sky deck

Non c'è nessuno in questo luogo: meglio così.
La spiaggia è tutta mia, la piscina pure, è tutto mio tutto intorno e posso camminare per ore seguendo il bordo umido della spiaggia per chilometri, incontrando solo il vento che mi fa pelo e contro pelo. Vento teso, vento forte è il vento dei surfisti: il maestrale. Li vedo là in fondo, lontano, con le vele tese filare come bolidi, oppure appesi ai loro kyte. 

Prendo la canoa, faccio un giro al largo, voglio circumnavigare una piccola isola abitata da un paio di cormorani annoiati e infreddoliti e da gabbiani incazzosi.
La canoa scivola veloce, il fondale è basso e le stelle marine mi fanno ciao. Ad ogni pagaiata una schizzata di acqua gelida mi investe e ogni schizzata è come una pugnalata. Non sono freddoloso, ma oggi l'acqua è davvero polare.

Pomeriggio caldo, tardo pomeriggio, perché seth non sopporta il caldo caldo, preferisce il tiepido quasi fresco. Comunque è un tardo pomeriggio, seth ed io imbocchiamo un sentiero che dalle info ricevute, dovrebbe condurci alla cala di trana a destra o alle piscine naturali a sinistra. Si va , e dopo qualche passo facciamo il primo interessante incontro: un Biacco. Probabilmente stanco di aver umido nella sua tana ha deciso si stendersi sugli arbusti. Gli scatto una foto, lo osservo. Seth neppure si è accorto di essere a cinquanta centimetri da un serpente lungo un metro; è proprio strano questo setter, rincorre le farfalle, dà la caccia alle api e non vede un serpente a due spanne, mah.
Il sentiero ben marcato e curato, è stato disegnato da una persona perennemente stordito da mirto o filu 'e ferru. Propendo per l'acquavita poiché ha recintato con filo di ferro chilometri di sentiero facendogli fare un percorso tutto andirivieni, curve e controcurve, saliscendi e scendisali. Comunque non è stato male, mi ha costretto a vedere belle cose, massi erratici dalle forme più improbabili, una vigna così ben curata da far schifo, vegetazione fantastica, una donnola, e una spianata enorme di camomilla davvero rilassante.

Color piombo è il colore del cielo. Proprio oggi che, abbiamo in programma l'arcipelago. Traghetto, escursione, pranzo al sacco sulla spiaggia. Visita alla casa museo di Garibaldi, visita a tutte le cazzo di cale e spiagge stupende, di sole neppure l'ombra temperatura da quindici dicembre quando si va per pacchi di natale.
Il mio cervello elabora la seguente frase: cinque anni senza vacanza e senza mare, sono in un posto da favola, si chiama cala del relitto, pure il nome evoca giornate di gloria e noi siamo qui a tremare dal freddo. 
Guardo il mare che non esiste quanto è trasparente, guardo il fondale di sabbia bianca finissima, osservo il mio costume nuovo che urla la voglia del battesimo, mi sfilo la maglietta e come invitato dalle sirene entro in acqua. Quando cavolo mi ricapita di tornare qui. Esco e non ho freddo, la pioggia che comincia a cadere mi scalda fin dentro il cuore.

Domani e poi dopodomani, e poi sarà sabato, una vacanza corta. La vacanza che mi ci voleva.























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