Eccomi qui, capelli tagliati, sbarbato lavato e stirato. Prima di mettermi qui a far clicchete clicchete con i tasti, ho preso dal barattolone due praline lindt lindor, una fondente e una al latte, perché al vizio non c’è mai fine, e anche perché ho appena perso una ventina di grammi tra capelli e tutto il resto, due praline non mi faranno fare brutta figura con la bilancia del cavolo che mi odia sempre più, e poi chi se ne frega, se devo schiattare schiatto pieno e con la bocca che sa di cioccolato.
Metto Maxwell stasera perché ho voglia di calma, molta calma, e Maxwell calma che è un piacere, anzi pure troppo.
Leggendo le avventure comunali di
Miciastra, e di Napoli e della mondezza, mi sono ricordato che anni fa in una tv locale, c’era un programma che si chiamava “Telemeno”. Sarcinelli Covatta e Paolantoni recitavano una surreale tribuna politica. Da non perdere e da
vedere quiNon parlo mai di politica qui dentro, ma questa volta non posso fare a meno di parlare dell’incarico ricevuto da signor senatore già sindacalista, presidente del senato egregio onorevole franco marini, direttamente nientemeno che dal pregiatissimo signor presidente della repubblica italiana tutta, giorgio napolitano.
Marini ha iniziato le consultazioni, con i partiti minori, poi con quelli formati da due persone poi da tre e così fino ai partiti maggiori, poi passerà a quei cinque o sei, senatori a vita ancora in vita che non schiattano mai, dopodiché, ha detto il marini, passerà in rassegna i sindacati tutti, la confindustria, le coop (?), i circoli del dopolavoro e naturalmente gli italiani tutti uno ad uno. A me tocca il 26 maggio del 2024, mi è arrivata la chiamata oggi. Spero per allora di essere all’estero come residente. E spero per allora di leggere sui giornali che al parlamento la Montalcini con il suo voto da ultrawoman ha salvato per la settemillesima e ultima volta un governo di babbioni.
Passo di palo in frasca, e visto che di frasche parlo, racconto che ho visto sulle rive del lago di Como, arbusti giallo fioriti, i primi fiori. La cosa oltre a rendermi felice, mi dice che l’inverno del tubo se ne sta andando, e non vedo l’ora di stuzzicare i cormorani e gli aironi appollaiati sui sassi.
Maxwell mi piace per due ragioni, la prima è semplice: fa bella musica.
La seconda ragione è che ogni canzone riesce in batter d’occhio a riportarmi in un preciso luogo, in un preciso momento, con una precisa persona.
Anche per oggi non ho volato, ma sto lubrificando le ali.