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Gennaio 2008 Archives

03.01.08

nevica

Lenta e candida,  ammanta inesorabilmente tutto.
Oggi nevica, ed è un ottimo motivo per restare a casa, a scofanarsi due litri di cioccolata calda.

04.01.08

cacao, neve e seth

neve su rose Cioccolata bollente fatta con il cacao olandese,  neve là fuori che scende pigra, come se non ne avesse voglia, e vedendola venir giù ciondolando penso che, come me, anche lei, abbia voglia di cadere altrove, perché sa che qui, oggi, non è gradita.

Conto i fiocchi cadere perché non ho voglia di fare altro, a centotre fiocchi non ho più voglia nemmeno di questo stupido contare, Seth freme e piagnucola perché lui ha una sola costante voglia, uscire e correre là fuori, nella neve, per ore.

Giacca, cappello, guanti, sciarpa scarpe pesanti,  e siamo fuori tra i bambini dei vicini che si sono organizzati con slitte e bob.Io mi organizzo con la pala, facendo un lavoro del tutto inutile, spalare neve.

Seth corre come un pazzo e so già che, lo dovrò buttare sotto la doccia calda, e poi asciugarlo con il phon. Lui è felice quando mi prendo cura di lui.
Pentolino, latte, cacao, zucchero… gira con il cucchiaio. Giornata lenta come i ficchi di neve. Mentre mi verso l’ennesima cioccolata, penso che non sarebbe male, per una volta svanire come il fiocco di neve al sole. Puf!

wires




You got wires, going in
You got wires, coming out of your skin
You got tears, making tracks
I got tears, that are scared of the facts

Running, down corridors through, automatic doors
Got to get to you, got to see this through
I see hope is here, in a plastic box
I've seen christmas lights, reflect in your eyes

You got wires, going in
You got wires, coming out of your skin
There's dry blood, on your wrist
Your dry blood on my fingertip

Running, down corridoors through, automatic doors
Got to get to you, got to see this through
First night of your life, curled up on your own
Looking at you now, you would never know

I see it in your eyes, I see it in your eyes
You'll be alright
I see it in your eyes, I see it in your eyes
You'll be alright

Alright

Running, down corridors through, automatic doors
Got to get to you, got to see this through
I see hope is here, in a plastic box
I've seen christmas lights, reflect in your eyes
down corridors, through automatic doors
Got to get to you, got to see this through
First night of your life, curled up on your own
Looking at you now, you would never know.

[Athlete - Wires]

06.01.08

Thinking Blogger Awards

Sono in periodo musical-nostalgico-vecchiaroba-baccucca-per-bacucchi, brani scritti da gente che era già grande quando io ero bambino. A pillow of winds, pubblicata nel settantuno, dai Pink Floyd, quando io avevo undici anni, e il disco che ascolto oggi, e mentre consumo questa splendida canzone, la miciastra, mi nomina per una roba che è scritta tutta in inglese, e che dice circamenoquasi: nomina cinque e solo cinque blogghi che ti fan pensare, dove per pensare credo si intenda riflettere. Omiodio, o miosignur, o gesùgiuseppemaria. Io che, ora ho the dark side of the moon nelle orecchie e stavo pensando di essere sulla luna a zampettare, io che penso a chilo, e rifletto e litri, io ora ho un problema. Chi cito, chi nomino

Chi nomino (sempre che poi voglia partecipare, perché credo che, l’abile tizio ha trovato la trovata per farsi linckare da mezzo mondo). Chi cito? Io rifletto anche con una pagina bianca, penso a catinelle, anche mentre giro la polenta taragna. Chi nomino?

La prima persona bloggatora che mi vien da nominare e colei che mi ha nominato. È la miciapussymiaofrrr, che ha una sensibilità fuori dal comune, e perfino fuori provincia. Parla di me come se mi conoscesse da un ventennio e mi imbarazza sempre con complimentoni che non merito. Ha la capacità di zittirmi, per quello che scrive, perché appunto dopo averla letta penso.

Nomino Stupidam, che a dispetto del nik che si è scelto, (sa il dio che c’aveva in testa quando si è registrata su splinder), è una delle donne più intelligenti, più sexi, più machiavelliche, più buone, più tutto che conosca, e alla quale voglio bene, ma che dico bene, bbene con due B. Stupidam, che di nome farebbe un bel nome, ma se lo dico si incazza, (che già si incazzerà per questa cosa qui, ma chi se ne frega), dicevo, Stupidam quando scrive, scrive criptico per tutti tranne che per me, c’è gente che quando legge il suo blog si arrovella, altro che pensare. Seeee.


Nomino, la Dyotona, che quando la leggo, mi piace il come scrive, il cosa scrive, il perché lo scrive. Insomma mi piace, e quando la leggo rifletto sempre, come e più di uno specchio.

Nomino Invernomuto, che è sensibbbilo, e scrive da dentro se. Non usa le mani, schizza dal cuore sui tasti ed è uno dei pochissimi uomini che reggo.

Poi, cito e nomino Rapida, che è poesia pura.

Poi ci sarebbero altri trentasei blog da citare, che faccio cito?
Cito Amberella, che scrive poesie vere.
Cito Lexi, che ha un cervello tanto, ed è pure bella. Peccato viva in California.
Cito Stardust che ho appena conosciuto
Cito Pillow, divertente e ironica.
Cito Viss che mi diverte quasi sempre, e spesso mi fa riflettere.
Cito Prescia, che ha il sole inside.
Cito La Laura che è un ciclone.

Ora basta se no cito tutti, perché tutti, in un modo o nell'altro fanno riflettere, lasciano volare il pensiero, divertono, stupiscono o informano.
Non tutti però mi piacciono; non gradisco quelli che citano ogni riga di giornale, non amo quelli politici, non mi piacciono i blog alla Beppe Grillo.
Amo quelli dove l’autore scrive cose sue, mostra e racconta di se, che siano cose stupende o semplici cazzate.

ps/
Fanno cinque euro a citazione, prego passare alla cassa.

07.01.08

the big ricomincio

Oggi è il “the big ricomincio”, e tutti quelli che ho incontrato avevano la faccia lunga come un mulo, il muso a paletta, gli occhi da cefalo e i modi sbrigativi e scortesi di un cameriere con il pepe nel sedere.

Uno che mi abbia sorriso? No.
Uno che mi abbia chiesto come sono andate le vacanze di natale? No.
Una che ha promesso di darmela anche a trenta giorni fine mese? No.
Una che mi abbia dato un bacio? Una sola.
Uno che abbia preso una bottiglia di vino dalla fornita cantina e allungando la mano abbia detto,” tò prendi e bevi alla mia”? No.
Qualcuno che abbia detto “ho vinto il primo premio della lotteria italia, aspettavo giusto te per dividere i cinque milioni di euro”? No.

Mi spertico tutto per essere sorridente e positivo e gentile, propositivo, e che cazzo ne so, pure amorevole, e in cambio cosa ottengo? Modi sbrigativi e scortesi.
Ma che ha la gente di questi periodi? Vabbè che il capino in saldo se l’è preso la vicina che odi, ok che tuo marito o tua moglie ti si nega da ventitre anni, capisco pure che stamattina il dentifricio sapeva di tappo, ma uno stracavolo di sorriso mica costa un salasso.
Oggi è il “the big ricomincio”, ed è tutto, come prima.

08.01.08

infame intervento

Si?
Buongiorno sono la caposala di otorino, la chiamo per il suo ricovero.
Ah, finalmente! Quando?
Mercoledì nove, alle sette mezza
Bene, devo fare qualcosa prima?
Gli esami li ha fatti, la visita pure, porti la tac e l’impegnativa del suo medico.
Altro?
Dunque: lei sa che il suo intervento è di routine e che durerà circa due ore.
Si lo so
Saprà quindi che sarà in anestesia totale.
So anche questo
Perciò, deve presentarsi a digiuno. Digiuno fin dalla mezzanotte.
O cazzo! E la mi mia colazione? E la mia doppia colazione? E il mio caffèlatte, le fette integrali e la marmellata di arance o di melacotogne?
No!
Nemmeno un tè?
No!
Neppure una camomilla rilassante preanestesia?
Le ho detto di no. Digiuno!

Ma porcaputtanazzadiquellalaidaporca, vado sotto i ferri e vabbè; non so chi è il tipo che mi infilerà arnesi su per il naso e che, magari a questo gli trema la mano, e come dice la mia amica, rischio che mi stacchi un pezzo di cervello, e resto offeso. Magari va tutto storto e muoio, e nemmeno una cavolo di barretta ai cereali mi fate magiare?
Che mondo in-fame e ingiusto.

Ps/
Se non sopravvivrò all’interveto o al digiuno, e questo blocnotes non verrà più aggiornato, si auto distruggerà alla fine di ottobre alla scadenza del dominino.

09.01.08

ian è un porco!

iansolo

  

 

 

 

 

 

Succede che, la mia cara LaVale, tra un caffè e l'altro, al lavoro,  cerca di leggere le cavolote che posto. e invece...
mi scompiscio dalle risate,
la cosa più porno che c'è qui dentro è questa.

oppure... avranno mica scoperto il catalogo postalmarket del 71 
che conservo sotto il letto, e vogliono punirmi?


11.01.08

naso semi nuovo


Una infermiera mi da un camice e mi dice che devo indossarlo dopo aver tolto tutto. Sarò il primo e si scende subito in sala operatoria, su una barella che l'infermiera spinge con decisione facendola sbattere contro ogni angolo.
Mi affida alle cure di una collega, che mi prepara per la sala,  mi porta dentro, dove c'è già molto fermento, musica, chirurghi che se la ridono e fanno battute sugli arti da amputare, e io prima di cadere nel sonno riesco a dire che gli conviene amputarmi tutto, perché se solo mi lasciano una gamba, li avrei presi calci nel sedere per il resto della loro vita.

Non so se al ritorno dalla sala operatoria c'era la stessa infermiera a spingere il lettino, e se ha abbattuto qualche spigolo mentre faceva strane curve, non so, dormivo e non avrei comunque, anche da sveglio sentito il suo buon profumo.

Sono a casa ora, due tubi al silicone nel naso e due placche, non sento odori ne sapori, mi fa male tutto come se avessi preso un tram in faccia e sto spendendo una fortuna in kleenex.

14.01.08

Se qualcosa può andare storto...


Legge di Murphy: Se qualcosa può andare storto, lo farà. E poi ancora: se ci sono due o più modi di fare una cosa, e uno di questi modi può condurre a una catastrofe, allora qualcuno lo farà.

Parole sante, infatti l'intervento di routine, si è rivelato una catastrofe. È andato tutto storto. Per tre giorni ho avuto la faccia da Gargamella, il colorito del Grande Puffo, l'umore di Puffo Lamentoso. Infezione in corso, dolori atroci, ieri sono finito ancora in ospedale, e il Puffo Dottore mi ha dato un nuovo antibiotico, anzi, due per non sbagliare. Che è meglio!

16.01.08

piango pure con il fango


Ne ho già parlato, mi commuovo per un nonnulla, spesso mi basta pochissimo. Come oggi, o forse mai come oggi, sdraiato come un vecchietto sul divano rosso, caminetto accesso a un metro dai piedi, plaid doppio sulle gambe e anche un po’ più su, e la tv su mtv che da musica come sempre. Ho gli occhi semichiusi, e non perché abbia sonno, ma perché non riesco a tenerli aperti, anzi, tendo a coprirmi come i gatti per star lontano dalla luce e da tutto, ma questo giro voglio stare attento perché passa Fango di Jovanotti. Un bella canzone, e un bel video. Talmente bello ai miei occhi, che provo quasi invidia per Lorenzo, invidio lui e la sua capacità di creare quello che ora sento, invidio la sua immagine che si staglia su cascate che sembrano essere la sola cosa capace di lavare via i mali del mondo. Vorrei essere lui ora, lì in quel magnifico posto, e le mani tese e lasciarmi inzuppare di gelida acqua. E invece, qui, come se niente fosse, ho pianto senza riuscire a controllare due o tre singhiozzi.

quella pazza d'una panza


Io e il mio corpo ci conosciamo da sempre e abbiamo un rapporto onesto e sincero; un rapporto di vera amicizia direi. Quindi non ci prendiamo in giro con minchiate, non lo porto più in palestra a sollevare centotrenta chili, non gli do da bere ettolitri di porcherie, lo alimento il giusto, non gli ho più dato da fumare da più di due anni, se lo devo curare lo curo, l’igiene è sempre impeccabile, non mando mai in giro una ascella a far brutta figura, e per quello che posso, cerco di rendere il tutto presentabile al prossimo e qualche volta pure armonioso. Ma. Ci sono un paio di ma, che mi preme sottolineare. Il primo ma, riguarda l’apparato urino-riproduttivo-sessuale; le prime due cose, funzionano bene, me ha lo messo per iscritto pure l’urologo qualche mese fa mentre si divertiva a farmi vedere sul monitor il mio…ehm… interno. La parte sessuale è talvolta un po’ anarchica. Non voglio dire sempre, ma qualche volta tende a farsi un po’ troppo i cazzi suoi. E vabbè, niente di male, tutti noi dobbiamo far i conti con piccoli problemucci.
Il secondo ma, riguarda la parte centrale. La panza, la pancia, la budrega, la palla, ù pallone, insomma mi sono spiegato: la zona giro-vita-giro-tutt’intorno-quanto è bello il mondo.
Questa parte mi da il tormento. Meno la voglio visibile più si fa vedere, meno la voglio riflessa più si fa riflettere, meno la voglio tra i piedi (è un modo dire naturalmente), più me la ritrovo tra i piedi.
Le dedico la giusta attenzione, ne le faccio mancare nulla, vuole un pizza? E gli do la pizza, vuole un ciambellone e gli do il ciambellone. Certo se mi chiede un massaggio fatto da manine esperte, quelle non è che le trovo nel frigo, ma può contare sulle mie di mani.
L’ultima l’ha fatta stamattina, io e il mio corpo tutti insieme saliamo sulla bilancia, come si fa tutti insieme ogni santa mattina, e lei, che fa?
Ci nasconde alla vista il numerino, la stronza!

19.01.08

pennuti al super


Come ogni santa settimana, il rito della spesa si è compiuto. Ho gia detto di cosa mi piace e cosa non mi piace del far la spesa, specie se si va con la moglie. Nulla da dire, naturalmente, ma abbiamo tempi diversi, io sono per lista-carrello-buttadentro-paga-esci, lei è più per passiamoci-pure-tre-ore-tanto-non-c’abbiamo una-minchia-da-fare.
Comunque non è di questo che volevo dire, oggi sono uscito dopo alcuni giorni di convalescenza, la giornata è bella, il sole fa il filo alle montagne di neve vestite, traffico poco o niente, buche grosse come case per tutto il tratto di provinciale che porta al centro commerciale.
Siam partiti a mezzodì, e la pancia fa bling blong, un panino qui ci vuole. Oggi tocca a McDonaldo.
Il supermercato è mezzo vuoto e silenzioso vista l’ora, e d’un tratto sento uccelli cantare.
Non scherzo, si sentivano nettissimi cinguettii di passeri o pettirossi, o comunque cose troppo piccole per esser messe, spiumate, nelle confezioni bianche con il cellophane ben stretto sopra.
Ehi, guarda, sono lì, dove?, lì, non li vedi? Ma come avranno fatto?
Un gruppetto di passeri ha fatto casa tra le tubazioni dell’aria, si vedono bene e si sentono bene. È una cosa davvero insolita ed è piacevole oggi, finalmente, essere qui in questo posto, tra le corsie della pasta e il riso, e quella delle salse e olio aceto. Le stesse corsie che, ogni settimana ci vedono sgommare con i carrelli tra i fagioli rossi in offerta e la pasta in treperdue. Oggi sembra la scena di un film, nel quale il protagonista sorride al mondo perché ha imparato quanto è bella la vita, e il regista manda i particolari del viso, il naso nuovo, gli occhi che sorridono in slow motion, e gli spettatori sorridono anche loro, perché anche loro, hanno capito che la vita è meravigliosa e davvero bastano un paio di uccellini in un supermercato a cambiare tutto.
Guarda là come sono felici, osserva come intonano i loro canti alla libertà, dio come sto bene!

Ma poi, Splat! Mi ha cagato addosso il pennuto di merda.

20.01.08

venticinque anni fa

traverso di finale Venticinque anni fa, bastavano un paio di ore in Renault 4 ed ero al mare. Venticinque anni fa, con un amico e una amica e quattro soldi vivevo le passioni che amavo. Venticinque anni fa, con una corda, un paio di braghe corte pedule tenute insieme con lo scotch e un sacchetto pieno di magnesite era facile restare sospesi tra cielo e mare e aver i profumi della macchia mediterranea nel naso. Venticinque anni fa, nulla era difficile e le emozioni erano nei cassetti e bastava aprirne uno caso. Venticinque anni fa tutto era perfetto, non si smetteva mai di ridere, le sere volavano leggere tra mille sigarette qualche calice di vino, mille racconti e mille progetti. Venticinque anni fa, quando mi hanno scattato questa foto, ricordo ancora chi l’ha scattata, e ricordo ancora bene il nome e il volto dell’amico che era con noi, ricordo che era sabato, ricordo che abbiamo dormito nel sacco a pelo in una grotta dalle parti di Rocca di Perti, appena sopra Finale Ligure, ricordo tutto come fosse ieri. Venticinque anni fa, non immaginavo null’altro che strade in discesa e sole nel cuore.

 [clicca sull'immagine per ingrandirla] 

23.01.08

il supremo affronto

Un torrente calmo, quasi dolce di insulti mi ha travolto, che poi non erano solo insulti, erano rimproveri, lagnanze, e anche un po’ di insulti. Menato come uno sparring partner, usato come sacco e come pungin ball, sono stato massacrato, picchiato, preso a calci e pugni. Sono stato deriso, sbertucciato, accostato a sventure che manco li cani. Sono stato nominato in quanto portatore di sofferenze indicibili, e quindi espulso perché sono la più grande delusione. Sono un mentitore, un bugiardo, la menzogna è mia sorella, il tradimento mio fratello, non ho chances, non ho voce in capitolo non ho più cittadinanza: ogni cosa dirò verrà di certo usata contro me.
Oggi ho perso, sono sconfitto, alzo le mani e mi arrendo, mi ero già arreso tempo fa, ma non è servito, da inerme pirla le ho buscate ancora. Ogni gesto, sguardo, intenzione, sillaba è inutile, perché io sono inutile, giacché da me non è più accettato alcunché.
Non ho scuse, non sono perdonabile, sono e resto un pericolo, se mi vedete in giro chiamate la polizia, potrei ledere, danneggiare perfino i bambini, incenerire con lo sguardo, portare jella e faccio star male, anzi malissimo.
Amicizia: non so come si scrive, figurasi viverla. Amico io? Il peggiore, perché ho la matrice del tradimento e della menzogna nel dna. Come posso dirmi amico quando so bene che non è nella mia condizione esserlo?
Sono reo confesso, ho confessato una colpa, “la colpa”che non può essere perdonata neppure da Gesù Cristo in persona. Non si possono certo dire certe cose, non ci si può esprimere in questo modo, sono un bastardo, sono un pezzo di merda che ha osato l’inosabile, ho praticato il “supremo affronto”, “la terribile offesa”, la spregiudicata e cinica maleducazione”.
Ebbene si, lo confesso, sono colpevole, sparatemi al petto: io non amo più.

A chi ho danneggiato e tiranneggiato, a chi ho rovinato la vita chiedo scusa e sono pentito e contrito. Lo chiedo veramente, sono in ginocchio, e se non mi credete da questa posizione sono pronto al colpo di grazia. Lo dico in punto morte: scusatemi
Non ci sarà, lo garantisco, e per quello che può valere lo giuro, una seconda volta, girerò al largo come gli squali cattivi, e non farò mai più del male a nessuno.

25.01.08

umetto e giro

Umetto (splap splap slup) per benino il polpastrello e giro pagina.
Che non vuol dire cambio vita o chissà che. Semplicemente giro pagina, la pagina di un lungo libro che ho letto fino ad oggi, ci sono pagine che non ho capito anche se rilette mille volte e pagine strappate, pagine consumate perché rilette mille volte e pagine senza numerazione perché si sono aggiunte come nota a margine, pagine fitte di parole e pagine vuote. Quello che ho letto fino a ieri mi è piaciuto parecchio, mi auguro di leggere ancora molte pagine altrettanto belle. Sempre che non perda la vista completamente.

26.01.08

a te

A te che sei l’unica al mondo
L’unica ragione per arrivare fino in fondo
Ad ogni mio respiro
Quando ti guardo
Dopo un giorno pieno di parole
Senza che tu mi dica niente
Tutto si fa chiaro
A te che mi hai trovato
All’ angolo coi pugni chiusi
Con le mie spalle contro il muro
Pronto a difendermi
Con gli occhi bassi
Stavo in fila
Con i disillusi
Tu mi hai raccolto come un gatto
E mi hai portato con te
A te io canto una canzone
Perché non ho altro
Niente di meglio da offrirti
Di tutto quello che ho
Prendi il mio tempo
E la magia
Che con un solo salto
Ci fa volare dentro l’aria
Come bollicine
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei giorni miei
A te che sei il mio grande amore
Ed il mio amore grande
A te che hai preso la mia vita
E ne hai fatto molto di più
A te che hai dato senso al tempo
Senza misurarlo
A te che sei il mio amore grande
Ed il mio grande amore
A te che io
Ti ho visto piangere nella mia mano
Fragile che potevo ucciderti
Stringendoti un po’
E poi ti ho visto
Con la forza di un aeroplano
Prendere in mano la tua vita
E trascinarla in salvo
A te che mi hai insegnato i sogni
E l’arte dell’avventura
A te che credi nel coraggio
E anche nella paura
A te che sei la miglior cosa
Che mi sia successa
A te che cambi tutti i giorni
E resti sempre la stessa
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei sogni miei
A te che sei
Essenzialmente sei
Sostanza dei sogni miei
Sostanza dei giorni miei
A te che non ti piaci mai
E sei una meraviglia
Le forze della natura si concentrano in te
Che sei una roccia sei una pianta sei un uragano
Sei l’orizzonte che mi accoglie quando mi allontano
A te che sei l’unica amica
Che io posso avere
L’unico amore che vorrei
Se io non ti avessi con me
A te che hai reso la mia vita
Bella da morire
Che riesci a render la fatica
Un immenso piacere
A te che sei il mio grande amore
Ed il mio amore grande
A te che hai preso la mia vita
E ne hai fatto molto di più
A te che hai dato senso al tempo
Senza misurarlo
A te che sei il mio grande amore
Ed il mio amore grande
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei sogni miei
A te che sei
Semplicemente sei
Compagna dei giorni miei
Sostanza dei sogni miei
 
[a te - jovanotti] 

27.01.08

promemoria sempre valido

Dico ciao alle foto che ho fatto in montagna nell’ultimo anno. Dico ciao alle mail, le lettere, i racconti, le history, le cazzate e le cose serie dell’ultimo anno. Dico addio alle tue foto, a quelle che solo io avevo e che ora ciccia. Dico addio ad un po’ di musica, meno male non troppa, perché di questi file ho sempre fatto backup. Dico ciao all’archivio clienti, le schede, i listini e i contratti, le offerte, le brochure, gli indirizzi. Dico addio alla mia collezione di programmi, programmini, utility e megaprogrammi che solo io so come ho fatto a procurarmi. Dico addio ad un archivio decennale di mail ma soprattutto agli allegati, dico addio insomma a tutto quello che lo questo stronzo di hard disk aveva dentro prima di darmi il benservito smettendo di funzionare.
Ma brutto figlio di puttana, chi ti ha costruito non ti ha insegnato ad avvisare un paio di giorni prima di schiattare? Lo sai, oh bastardo, che ho un dvd recorder, non potevi aspettare?

Promemoria sempre valido, da qui all’eternità:
fare copia di tutto sempre ogni tre-per-due!
(e il bello che io lo vado dicendo a destra e manca)

29.01.08

recuperato il recuperabile

Con la pazienza si ottiene tutto.
Recuperati ottantasettemilaventidue file, su ottantasettemilaquaranta file che davo per praticamente persi. Quindi gioisco per le foto fatte in montagna, le tue foto, le mie mail, le tue mail, le nostre mail, gli allegati tutti, la musica, i programmi, e tutto il cucuzzaro che o stipato in questa macchina.
Ora per non sbagliare più, ho tre copie di tutto su due hard disk e dvd vari.
Ogni tanto un dio esiste (come pure la botte di culo) che, ci fanno dimenticare di quanto si è stupidi e poco previdenti.

Ps/
Stupidi e poco previdenti lo si è spesso anche per altro, ma questo è un altro discorso.

Ps2/

si ringrazia FINALDATA Enterprise 2.0 

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