Uno puzzava come una carogna al sole di luglio, un altro che, per credenze religiose, o per usanze tribali, o perché la mamma non glielo ha insegnato, insomma, quest’altro non ha mai saputo cos’è l’acqua e figurarsi il sapone. Mani lerce, unghie sporche. Barba lunga, ma cos’ lunga da aver vita propria e spore in risveglio. La casacca azzurrina, come per i bambini dell’asilo, i pantaloni a rigoni, le ciabatte imbrattate, il cappello alle ventitre e il grembiule impataccato da sporchi di diversa origine stratificati giorno dopo giorno. Il più pulito ha la rogna.
Piccolo esempio di cuochi, incontrati oggi, in cucine attualmente aperte, che preparano manicaretti in località turistiche rinomate. Potrei citare decine e decine di situazioni simili, o anche peggiori.
Non farò nomi nemmeno sotto tortura.

Comments (2)
Posted by Dyo | 12.12.07 02:21
Posted on 12.12.07 02:21
Posted by ian | 12.12.07 23:19
Posted on 12.12.07 23:19