trasferta
Di ritorno da una tre-giorni a Milano. Ogni volta torno con il mal di testa e svogliato, così svogliato che, finisco qui.
Domani per recuperare resto a casa a cazzeggiare.
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Di colpo mi si è fermato il tempo, e tutto attorno ha assunto contorni diversi.
Ho spento l’auto, ho chiuso gli occhi e ho ricordato senza fatica la prima volta che ho sentito questa canzone, e la voglia, l’impazienza di segnalarla a chi sapevo io per condividerla.
| I won't go I won't sleep I can't breathe until you're resting here with me | I won't leave I can't hide I cannot be until you're resting here with me |
Erano giorni nuovi allora, che, oggi rivivo con la stessa vivida sensazione. Erano giorni di scoperte, di emozioni, di racconti e lunghe fughe mentali. Erano giorni nei quali i progetti nuovi, mai vissuti prima, nascevano come d’incanto da uno spunto qualsiasi.
Ho collezionato tutte le versioni di questo brano, tutto quello che ho trovato, affinché ognuna di queste diverse versioni apportasse nuovo materiale da aggiungere al tanto che già esisteva.
I won't go | I won't leave |
Poi com’è iniziata, la canzone finisce e capisco che è meglio aprire gli occhi e darsi una mossa, dopotutto sono al lavoro, anche se nella mia auto. Così, ingrano la retro per uscire da questo posto, lascio la frizione piano, e una nuova esplosione mi riporta velocemente alla realtà.
Un ramo sporgente ha fatto saltare il lunotto.
Stavo pensando di elencare le cose che non sono andate per il verso giusto (tante), e cose che sono andate per il verso giusto (poche). Lo stavo facendo, avevo qui bello pronto un elenco con tanto di riga in mezzo al foglio.
Ma ho letto qui e, d'un tratto quello che avevo da dire mi è sembrato del tutto inutile e fuori luogo.
Felice duemilaotto a chi farà qualcosa perché davvero lo sia.