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Novembre 2007 Archives

01.11.07

i miei dolcetti svaniti


Ieri sera, per la prima volta, da quando vivo in italia, cioè da quasi sempre, un nugolo di ragazzini in maschera ha suonato al campanello della mia casa e, appena messa fuori la testa in coro hanno gridato “scherzetto o dolcetto”. Bene ho detto io, aspettate che apro che ve lo faccio io lo scherzetto. Così, con nonchalance gli ho aizzato contro il setter che, naturalmente li ha slinguazzati per bene tutti quanti, ha poi annusato nei loro sacchetti e mi sa che qualcosa deve aver fregato, visto che si è subito messo in un angolo a masticare.
Nel gruppo mascherato, ho riconosciuto un paio di piccole pesti che meritano sono calcioni nel sedere dalle otto del mattino fino alle ventuno per poi mandarli a letto con un unico enorme colossale sberlone.
C’erano i bambini dei miei vicini, tra questi Lia, una bambina così adorabile che, non ce l’ho fatta a non sganciare i dolcetti che mi ero preparato per la seratina, i ferrero rocher, biscotti speziati, patatine, panpepato, caramelle agli agrumi, cocacola.
Addio gnammignammi serale.

 

09.11.07

una giornata tutta mia

 

 Stewie è il nome che, mia figlia ha dato alla sua auto, ed è su questa che oggi, mi inerpico tra tornanti madidi di brina, al suono dei Placebo che rintronano nelle piccola casse acustiche.
Oggi, dopo non so più quanti giorni, o meglio mesi, ho preso una giornata mia, un giorno tutto mio, dove di solito faccio quello che mi piace, quelle che adoro. Un giorno tutto mio per fare quello che amo: mi farò un culo così.
Perché quando decido di prendermi una giornata vado a camminare, faccio trekking, vado in montagna.
Naturalmente con me porto la sfiga, io e lei ormai non usciamo più da soli, sempre per mano, oggi mi accompagna in montagna.
Fino a ieri ci c’è stata alta pressione, come recitano le previsioni del tempo, oggi no, oggi specialmente nel pomeriggio, ci saranno precipitazioni. Giusto in tempo, infatti mi darà il tempo di arrivare dove devo arrivare e poi, zac, chissà cosa succederà.
Lascio la stewie, dopo essermi allacciato per bene le scarpe e, ficcato nello zaino cibo, da bere, e un cambio.

Il vallone iniziale è subito freddo, innevato, senza sole. Dopo un ora, oltre il dosso, il sole, e neve sotto i piedi, il panorama è bello e mi avverte che tra un’oretta, se proseguo verso la mia meta, saranno cazzi.
È il panorama che mi avverte, anzi, mi allerta. Mi dice, occhio c’è già neve, ce ne sarà ancora,  e appena arrivi, troverai altro ad attenderti.
Naturalmente, non mi lascio mica condizionare dal panorama, figurati, ne ho viste di peggio… Intanto noto che le orme sulla neve sono solo dietro, quelle che lascio io, altri cretini oggi non sono passati da qui, però, penso ci sono altre vie, che portano alla cima, magari  hanno preso altri sentieri più battuti. No, non hanno preso niente, nessuno oggi  ha pensato di prendersi una giornata tutta sua il giorno sbagliato.

 

Cammino da tre ore ormai, mi fermo su un sasso e mangio qualcosa, con il binocolo preso alla bancarella del russo, scruto la cima, la vedo, insomma vedo una cosa sfuocata dove indovino la croce e qualcosa che si muove a quattro zampe con lunghe corna: è uno stambecco, il tempo di vederlo saltar giù. Appena più in basso al binocolo (binocolo… perché sono così deficiente da comprare cose così?), appare il percorso che dovrei fare io, da solo, con il culo assiderato. Prendo la decisione che, è si la mia giornata, ma mica mi voglio rompere le ossa, quindi scelgo per una variante, faccio la bocchetta e poi vado al rifugio, mi ammazzo con un minestra e poi torno a casina.
Da qui in poi il vento mi flagellerà fino al cazzuto rifugio chiuso, sprangato, a prova di bomba. Faccio in tempo a mettermi addosso tutto quello che ho e i guanti, che dio li benedica, e inizio a chiudere l’anello con la  discesa. La mia compagna sfiga, che si è annoiata fino ad ora, decide di chiamare nell’ordine, il vento (uno forte, mica cotica), poi la pioggina gelatissima e poi la neve, concludendo con tormenta sferzante. Mi sono scapicollato verso valle con le gambine gelate, i piedi gelati,  e il culo gelato, alla macchina arrivo pure con un ginocchio che urla, e la faccia che brucia.
Che bella giornata oggi, ci siamo divertiti, io, la sfiga, e la capre incontrate al ritorno. Unici esseri oltre me qui oggi.

 

 
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15.11.07

ritmo


Me ne sto qui bello bello, con la guancia appoggiata alla mano che fa da sostegno come una colonna del Gaudì, ho messo gli auricolari, perché ogni volta mi sgridano, dicono che ascolto musica che fa venire una qualche malattia,  la cagarella, il mal di stomaco, ho mal di testa, mi fa cadere le balle, insomma tutti commenti di questo tenore. Quindi mi ficco gli auricolari nelle orecchie perché stasera ho voglia di musica ChillHouse, cerco tra le varie cose e lancio una mappazza di compilation cafè del mar e mi sbrodolo un Mettle Music / Moodswing. Sapessi quello che sto dicendo potrei fare il figo saputone di musica, come spesso mi capita incontrare. Ma la verità è che sono onnivoro, musicalmente parlando, per farla breve ho i gusti di una capra, prendo, voglio, osservo, ascolto tutto.
Dicevo, me ne sto, qui con il chilli in testa (oddio, non quella roba che si usa per il bidè), ci siamo capiti, la musica, e penso, mentre digito svogliato con un dito, perché oggi è tutto fatica, e poi ho la musica lounge mica mi posso ammazzare nel digitare e, se digito veloce poi faccio casino coi tasti e mi sgridano che è tardi cazzo vai a letto. Uffa, dove ero rimasto? Ah si, due dita, clichete clichete scrivo qualcosa perché scrivere mail per lavoro, prepara preventivi, scrivi al capo che hai capito quello che intende quando dice che il brand lo devi aver dentro, ( cacchio è questa che canta? Aspetta un minuto va che guardo….[Primary Colours Feat Nicole / Say That U Love] bella, ma senti che cazzo di groove, wow.
Mi allungo il filo degli auricolari e mi metto a ballare va, che tanto di sotto son già incazzati. Incazzatura più incazzatura meno, che mi costa.
Dum dum stadadum, dum dum stada dada dum...

24.11.07

che giornata di m

Piove da tre giorni, o forse sono trenta, non so, tanto dopo tre ore di pioggia ne ho già le scatole strapiene, e ogni minuto di pioggia in più, stramaledico l’inventore di questo inutile fastidio. Le giornate cupe, nere, fredde, giornate nelle quali non si vede una mazza dall’auto e, enormi buche nell’asfalto si aprono a vista d’occhio, in queste giornate, dicevo, si incupiscono pure i pensieri e, sento la mia voce che manda a fanculo tutto e tutti.
C’è alla radio il tal politico? Mavaffanculo! Intervistano la valletta? Vaffanculo, chiama il solito cliente che detesti? Vaffanculo, la banca, Il capo, il collega? Everybody vaffanculo.
Oggi ho stilato una piccola lista di cose che odio a più non posso, che detesto e che, stomalesoloasentirnominare.

Al primo posto: ”conflitto d’interessi” quando sento questa frase, vorrei prendere chiunque la pronunci, per il capelli e sbum contro lo spigolo del camino, come nel film profondo rosso.
Al secondo posto: le parole, coeso, coesi, coesione, il solo scriverla mi urta.
Al terzo posto: “la rai, canone rai, sollecito di pagamento ultimo avviso” e ho detto tutto.
Al quarto posto: “ filtro antiparticolato” che dio strafulmini chi lo ha inventato e stramaledica chi lo messo di serie nella mia auto.
Al quinto posto: “ciao, come stai? Si, bene tu? Ma lo sai che ho appena vinto duecentoottantottomila euro al superenalotto? Ah ma davvero? In medicinali cazzo, in medicinali!
Al sesto posto a pari merito: i giornali, i giornalisti, il commercialista, il dentista, il Visco e il fisco, i so-tutto-io, le saputelle, le santarelle, la pancia, la dieta, il cortisone, l’attesa, la spesa, il non aver tempo.
Al settimo posto, quelli che, come cazzo è come stracazzo non è, sono sempre in vacanza.
All’ottavo posto certa musica italiana che, vabbè che i gusti sono gusti e non è giusto giudicare, ma che caspita di musica suonano in giro per le radio? Però su questo punto, sono elastico, cioè detesto solo quella che non piace a me, ok?
A nono, metto il fiato sul collo. Odio chi mi alita sul collo. “dai muoviti”, “i target” i budget”, “competizione, competizione”,...
Al decimo posto metto il calcio. La nazionale italiana di calcio, i calciatori tutti fino alla serie c2. A pari merito i giornalisti sportivi che sono la cosa più… la più, che non mi viene nemmeno il termine. E come non citare i tifosi, i curvaroli sud e nord, gli ultras di ‘sta cippa! Li odio tutti uno per uno.
Vespa, Mentana, Santoro, gli speciali su Cogne, i dibattiti sulla pastella fritta. Bloshss mi fanno vomitare.

C’è poi la telecom, quella la odio con tutto me stesso, e con altri se possibile. Credo di essere l’ultimo uomo sulla terra a non possedere una connessione a banda larga, la mia banda è stretta e il mio conto da pagare larghissimo. Odio pure le persone che hanno la banda larga, odio soprattutto quelle che, “ sto scaricando due film e windows vista tra sei ore è tutto mio."


Ora mi fermo, se no, tra sei righe odierò pure me stesso e poi domani danno bel tempo.

ps/
E come faccio a lasciar fuori dalla lista A. Celentano? Miiii come mi sta sul cazzo Celentano. Fa un programma del tubo, pare sia arrivato gesùcristo in persona, ad ogni silenzio una ola del pubblico, dice cose che puoi benissimo, sentire ripetere al bar Tribasei ad ogni avventore davanti ad un bianco frizzante, per non parlare poi della musica: quando sento Celentano cantare, a me, subito stridono e poi cadano le balle.
Vorrei chiudere parlando di fiction, quella roba che una volta si chiamava sceneggiato, le detesto tutte dalla prima piovra uno, alla piovra trentadue, stanno facendo fiction su ogni sputazzata caduta dal dopoguerra ad oggi. Dicevo vorrei chiudere, ma coma cazzo faccio a non odiare i reality show? Basta, se no mi tocca parlare pure dalla Ventura e del suo modo di annunciare gli eventi a novantadue denti.

stop

 

27.11.07

questionario sant'antonio


Mi hanno nominato. Mi hanno coinvolto in una catena di Sant'Antonio, cosa che di solito non amo molto, ma visto che l'invito mi giunge direttamente dal sig, Invernomuto, e visto che è la sua stagione, e visto che mi ha promesso trecento euro da bonificare a fine mese, rispondo volentieri a cinque domande cinque.

La prima chiede in modo generico, "chi o cosa ti ha spinto a creare un blog?" E io genericamente rispondo:
Mi ha spinto il mio padrone di casa a scrivere un blog, perché lui ne aveva uno, e poi anche il fruttivendolo, perché ne aveva uno pure lui, e poi tutti quelli che incontravo al supermercato, anche la sora Gina ne aveva uno, lo usava per adescare pensionati, Umberto il meccanico ne aveva uno, e decinaia di persone avevano un blog, e tutti mi dicevano, "ma come cazzo si fa a non aver un blog" e allora sono andato in cartoleria e ho chiesto se per caso avevano dei blog che ci dovevo scrivere qualcosa, perché avevo capito che il blog è una cosa da scriverci, ma anche da metterci le foto come un album e anche una cosa come un cassetto dove riporre le cose, insomma una specie di svuota-tasche che, la sera a casa riempi, con tutte le cose che ti hanno riempito le tasche i riempi-rompi-tasche tutto il giorno. Il cartolaio mi ha detto "te' se' propri un barlafuss" e la qualcosa mi ha fatto capire che lui, non li vende i blogghi, e nemmeno Kasanova casalinghi, ha il blog svuota tasche. Però una cosa l'avevo chiara in mente: dovevo avere un blog, costi quel che costi! E così allora ho chiamato Maddalena, che allora era la mia più cara amica (ora è la mia amica più cara), e le ho chiesto " ehi Maddalena, per caso tu sai che cazzarola è un blog?", naturalmente lei che è sempre stata avanti a tutti, infatti nessuno sa che faccia abbia, mi ha detto al cell, lo ricordo benissimo come fosse oggi, invece era il duemilatre, insomma mi dice, "che minchia vuoi che ne sappia". È stato come vedere il sole nella grotta del Forgnone, la sua rivelazione mi spinto ad aver un blog, prima lo compro, mi son detto, meglio è, e poi decido cosa farci (che poi ho scoperto che era gratis, vedi te che pirla).
Ora ho un blog, come tutti, e da qualche anno è in effetti una scatola, dove ripongo ogni tanto ricordi, pensieri, foto, bottoni, monetine e tante cavolate.

Poi il questionario prosegue con la ficcante "Il tuo primo post?" E io non solo rispondo, ma indico pure (osserva il dito)

la terza domanda e impertinente e chiede: "il post di cui ti vergogni di più?"
alla quale rispondo, nessuno, perchè ho la faccia di bronzo

poi la ammiccante il "post di cui sei più fiero?"
E io ammicco cosi: tutti perché ho la faccia da branzino (notato l'occhio ammiccante da branzino?)

Per conludere con, "per quanto pensi che continuerai a scrivere sul tuo blog?"
Riposando toccandomi le balle: fino a quando ne avrò voglia, che domande!

Visto che sono anche dotato di bastardinite, coinvolgo, laamberella, lalaura, lavale, ladyo 

30.11.07

valori


cazzcazzocazzo, c’ho l’ipod nuovo, da trecento giga, cazzo, che c’ho scaricato il rock, mica d’alessio cazzo, che poi, figa, ci ficco i film che giro col cell, e minchia poi sai che ridere, quando lo butto su youtube, cioè, tu non sai, ma’ fatto un video al benzinaio mentre mi metteva un cinquino nel beta, e cazzo, quello si grattava i coglioni, minchia che faccia da minchia c’aveva, che l'ho messo su youtube subito. che poi appena esce qui in italia, lo compro subito il cell iphone, che se mia vecchia non tira fuori i euri cazzo, l’ amazzo di pugni la stronza, che se non c’ha i soldi stira di più dall’avocato no.

Ma a te non è successo? Aver l’immagine che frizza. Secondo me stava finendo il gas del tubo catodico. Non si poteva più guardare, facevano male gli occhi. Lo dicevo ogni sera a Maria, la maglia dell’inter non sembra più la stessa. No, ho dovuto farlo… che poi non l’ho pagato nemmeno tanto, temila euro, che inizio a pagare a marzo dell’anno prossimo, si, ho fatto un trentasei mesi…eccerto che si, ho preso pure l’home theatre, per forza, non vorrai mica sentire di merda con il plasma da novantasei pollici. Il Sony da trentanove lo volevi te per la casa la mare? Cazzo me lo dicevi prima! L’ho portato alla casa di riposo, tanto i vecchi dopo due minuti davanti alla tele si addormentano.

E se arriviamo tardi e non c’è nessuno a cui chiedere? E poi io mica li capisco giù in meridione quando parlano, metti che devi chiedere per un ristorante dove fanno pesce e quello ti indica nel suo dialetto “ pighia di qui, pighia di lì” no, non voglio mica fare la figura del cazzo a chiedere. Ma dai amore, anche il postino ha il navigatore sullo scooter. E poi non mi compro mai una cazzo, sarò ben padrone di comprarmi qualcosa ogni tanto no?! Cosa c’entrano ora le Merrel, mica posso averle sono in bianco e in grigio e il rosso e in verde no? Le Church le avevo solo in nero, con il pantalone blu non stavano bene. Ma insomma, ogni volta che voglio prendere qualcosa per me, me la meni, come il mese scorso con la Canon, io mica ti rompo le scatole quando ti fai rossa o mogano o nera, non ti dico niente quando lasci le cento euro dall’estetista per il massaggio e per farti pelare la cosina, e che cazzo, e poi non lamentatevi se chiediamo il divorzio!

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