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Aprile 2007 Archives

01.04.07

gioco della follia


Osservate con quanta previdenza la natura, madre del genere umano, ebbe cura di spargere ovunque un pizzico di follia. Infuse nell'uomo più passione che ragione perchè fosse tutto meno triste, difficile, brutto, insipido, fastidioso. Se i mortali si guardassero da qualsiasi rapporto con la saggezza, la vecchiaia neppure ci sarebbe. Se solo fossero più fatui, allegri e dissennati godrebbero felici di un'eterna giovinezza. La vita umana non è altro che un gioco della Follia

[erasmo]

02.04.07

non vero!


non è vero
non è vero
non è vero
lo saprò, cazzo, se è vero!


04.04.07

andare in montagna..volevo


Ho deciso di prendermi un mercoledì. Anche se non un mercoledì da leoni, sarà un mercoledì tutto mio. Ieri sera preparo lo zaino, ci metto le solite cose: un paio di panini, frutta, un litrozzo di Energate, il più economico (ma quanto cazzo costano queste bibite?), bue barrette ai cereali e cioccolato bianco prese alla lidl.
Un cambio leggero (metti che piova, o che finisca dentro il torrente), una mantellina. Un temperino se mi assale un orso, e dei cerotti con la faccia di topolino, nel caso l’orso riesca a ferirmi. Insomma le solite cose.
L’orologio con bussola-termometro, altimetro-barometro, è sempre al mio polso. Bastoncini cappellino, foulard per la cervicale.
Seth mio cane, che mi accompagna, di solito porta solo il collare, non ama scarponcini hi-tech come i miei, e il suo pelo bianco e nero, basta e avanza anche in caso di pioggia.
Non dimentico mai la Pentax, con due pile di scorta ricaricate la sera prima.

Seth quando mi vede fare lo zaino, capisce che sarà per lui una giornata fantastica, potrà correre per almeno otto ore, scagazzando liberamente, e inseguendo farfalle, api e tassi.

Voglio stancarmi, camminare per chilometri.
È tutto pronto, manca il suono della sveglia, e si va.
Era tutto pronto.
Il primo sospetto mi è venuto ascoltando i rumori esterni, appena spenta la sveglia: come se qualcuno facesse una lunga pipì nella grondaia.
Un rumore sinistro, antipatico, odioso; piove.

Non mi resta che fare su e giù dalla cantina alla mansarda per duemila volte e sarò stanco forse uguale.

05.04.07

pranzo di lavoro


Con il capo area a pranzo, alle 12:30, che saranno le 13:30 come sempre, perché la gente non sa cosa sia la puntualità.
Come se noi puntuali si fosse in giro a fare una mazza tutto il santo giorno.

Costui, parte da casa sua, bello comodo, con l’auto aziendale, fa il pieno aziendale, fa colazione aziendale al primo autogrill; al secondo fa la seconda colazione, gli scontrini li mette in rimborso spese, naturalmente prima di arrivare alla cassa ha già preso oltre al caffè, una scatola di biscotti, un sacchetto di caramelle, il culatello, due chili di pasta, la mortadella e il pane. “già che ci siamo signora, facciacifratonda ci metta il corriere”.
Passa il tempo del tragitto, (duecento chilometri) attaccato al cellulare, manco se le sorti dell’azienda dipendessero da lui.
Arriva al “solito posto” che sembra uscito da un frigorifero tanto è perfetto. Io ho già la camicia stropicciata ancor prima di uscire da casa.
Lo porto a pranzo da un cliente, sul lago, un bel posto. Chi se ne impippa, oggi paga lui, vale a dire la società.
Un’oretta di chiacchiere, mi lascia un paio di nuove brochure, una cravatta che non ho ritirato al meeting di fine anno, perché ai meeting non ci vado, non c’ho tempo, e poi mi scasso, e mi saluta. Arriverà a casa dopo ore di coda e dirà alla moglie che è stanco.

Riprendo il lavoro, pensando a quanto sia stato cretino nello scegliere la libera professione.

06.04.07

ero al super e...


Scelgo il cestino al supermercato, così non ho tentazioni strane.
Il cestino lo riempi in un attimo, e quando il peso si fa pesante e ti disfa il braccio, corri alla cassa senza indugio.
Benedetti i cestini e chi li ha inventati e che dio strafulmini chi ha creato i carrelli da tre metri cubi mangia stipendi.
Dicevo, scelgo il cestino e mi avvio tra le corsie, devo comprare l’agnello per pasqua perché c’ho gente. Stavo calcolando quanta carne destinare a ciascun commensale, in base alle monetine recuperate dalla macchinetta impazzita del parcheggio, e t’incontro Ella con la figlia.
La Ella, è una nullafacente da quando la conosco, la puoi incontrare a tutte le ore a spasso con il cane che, cazzeggia prima di qui e poi di là.
Mi racconta che è appena tornata dal Messico, che la mamma è in Australia, che la figlia va San Francisco, che due mesi fa era in Tailandia, che vorrebbe andare in Scozia.
E voi a pasqua che fate, con chi siete, dove andate…?

Garbatamente le faccio notare che è davvero stupendo saperla felice e viaggiante.
Le dico: di sicuro avrai visto molti luoghi, ma certamente non sei andata, e mi spiace, dove di solito mi mandano i clienti, e di corsa pure.


09.04.07

non si torna


... come fai ad andare avanti, quando nel tuo cuore cominci a capire, che non si torna indietro.

[Frodo Baggins]


16.04.07

val di roseg


appena superato il maloja pass, il lago di sils ancora gelato



la val di roseg, verso il ghiacciaio



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17.04.07

Enel mortacci tua

Dici Enel e mi viene mal di stomaco. Dici call center Enel e, mi viene il vomito.
La signora Enel, mi ha inviato, come consueto, la sua bella bolletta, e come al solito appena leggo il conto, impreco nominando tutti i santi del calendario romano.
Stavolta però mi colpisce la cifra di euro 122.40 sotto la voce oneri e blablabla.
Controllo meglio e non capisco da dove cavolo salta fuori questo balzello.
Allora compongo lo stramaledetto numero verde (verde per la bile che sputerai), e l'odiata voce registrata mi indica i vari percorsi.


"digiti 1 per; digiti 2 per; digiti 3 se invece; digita 'sta minchia se...
Digito diligentemente prima il due poi il tre, e attendo fiducioso i preannunciati 13 minuti d'attesa, con sottofondo musicale.


pronto il suo codice cliente prego
98383993939393
dica
oggi ho ricevut... CLIK
cazzo mi ha attaccato sul muso.
Ricompongo 800900800-digiti-2-digiti-3 Stavolta i minuti di attesa promessi sono 15: attendo.
pronto, posso esserle utile?
si mi chiamo il mio codice è... chiamo perché c'è qualcosa che non va nella mia bolletta.
Mi scusi, la fermo subito, ma per queste informazioni deve chiamare il numero verde 800900800 opzione 2 e poi 3.
Che dio mi strafulmini se non è quello che ho fatto!
Mi spiace, non posso esserle utile, probabilmente c'è molto traffico, richiami.
Riprovo più tardi, ricompongo 800900800-digiti-2-digiti-3, otto minuti e risponde.
Il suo codice cliente?
...Buongiorno, come si chiama?
Perché lo vuol sapere?
Perché prima due sue colleghe mi hanno chiuso il telefono senza che, potessi mandarle a quel paese per nome.
Daniela
Buongiorno Daniela, io sono, tiziosempronioio, chiamo per questo problema..
La Daniela fa il suo lavoro per bene, mi dice che l'importo che contesto è dovuto per la chiusura di un contratto, un'utenza chiusa. Le dico che non ho chiuso nessuna utenza, che non ho nessuna seconda casa, mi chiede se ne sono sicuro, dico che sono sicuro di non aver una seconda casa, perché è già tanto se la banca mi ha lasciato la prima.
Allora mi dice di attendere che deve controllare una cosa, la tipa si da fare.
Torna e mi dice che, "aprile 2005 non ho pagato una bolletta, l'importo è quello…"
dico che non è possibile, dice "che se l'ho pagata devo dimostrarlo."
Cerco la bolletta pagata che, è pagata.

Ricompongo 800900800-digiti-2-digiti-3 Attendere prego.
Ora elencherò due esempi di come quelle zoccole ti mandano a cagare in due virgola quattro secondi netti.
La prima: pronto, la sento male, troppo male, mi richiami per favore.
La seconda: pronto, il terminale non funziona, richiami più tardi.
Senza che io riuscissi a dire una sola parola dopo i canonici 15 minuti di attesa.

19.04.07

oh torino, la ringo?

"'giorno dottore, la prego almeno lei non mi prenda per il naso."
voleva essere una battuta, penso, mentre cupo il dottore mi dice di sedere.
la poltrona dell'otorino, non so come si chiami, ma ha un aspetto che ricorda un arnese per le torture.
Mi accomodo, scomodo, sullo stretto sedile, appoggio la testa, e osservo il medico, preparare quello che da li a poco mi infilera' su su dentro il naso.
Apra bene la bocca, tenga gli occhi aperti, non strizzi l'occhio, respiri con la bocca, e mentre faccio questo di colpo mi e' passata l'urgenza.
Mi infila due tamponi imbevuti non so di cosa, ma di sicuro una sostanza fastidiosa, mi dice di aspettare quindici minuti, in un'altra sala.
Passano i quindici minuti, torna mi fa accomodare, questa volta comodo, su una poltrona identica a quella del mio dentista, solo che non ci sono i cazzuti trapani.
Questa volta mi infila, fino al cervello, una sonda metallica rigida, ci deve essere una telecamera, perche' osserva attraverso un monitor, il mio setto deviato e i mille polipi.
"Mio caro paziente, sono da operare d'urgenza, ma prima le faccio spendere un tot di soldi per un tre mesi di cura, quattro farmaci da prendere ogni giorno, alla fine una bella tac, e poi taac asportiamo.
Ecco, ora compilo la richiesta di ricovero urgente, che sara' come minimo tra otto mesi.
Grazie, passi alla cassa, avanti il prossimo."

22.04.07

in val codera


in val codera, primi fiori



e vecchio castagno


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24.04.07

peccato finire

 
Peccato sia finito.

Lo dico ogni volta quando, finisce il giorno, quando finisce il sonno, quando finisce il cappuccino e il croissant, perché ne mangerei ancora venti per quanto sono buoni, ma la dottoressa mi ammazza prima del colesterolo, se ne mangio ancora.

Peccato sia finito l'incontro tanto atteso, l'abbraccio tanto sognato, il bacio agognato. Peccato sia finito quello che hai iniziato per un caso e hai vissuto per scelta, ed è un peccato sia finito. È un peccato finire, però, ancor prima di cominciare, qualcosa che può durare: e un giorno forse finire.
Ma se non è finito, allora non è mai iniziato.
 

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