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per prima cosa, prima di andare a far la spesa, controllo quello che manca in casa, compilo la mia bella listina, prendo il blocchetto delle cambiali, una sonante moneta da un euro per il carrello, e mi reco al supermercato.
di solito dopo una mezz’ora sono di ritorno. potrei fare anche prima, ma mi piace scambiare tre o quattro battute con le cassiere.
le donne invece no. non ci mettono mezz’ora e neppure un’ora. se va bene mezza giornata non basta.
controllano i nuovi arrivi, gli sconti, le tabelle alimentari, le calorie, le scadenze, i vestiti, le calze, le mutande, i vestiti, e poi ancora i vestiti, tastano la frutta come se si trattasse del pettorale di george clooney, annusano le verze per capire quanti chilometri hanno fatto per arrivare fin qui, e sanno dire anche con quale mezzo sono arrivati.
si piazzano davanti allo scafale degli shampoo per ore tenendo in mano lo stesso shampoo che usano da anni, ma sono ancora indecise, sono come interdette fissano gli shampoo come se fissassero la gioconda o una tela tagliata del fontana.
dopo 4 ore di spesa pagano con carta di credito il flacone di shampoo e tornano a casa, al citofono ti chiedono di scendere per dare una mano e dopo un’ora ti dicono. “caro, ho dimenticato un paio di cose ” e ti danno una listina uguale a quella che avresti fatto tu.
dal suo sito alcuni brani da ascoltare con piacere
giusto per sognare