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lo sconto

il mio lavoro, ogni giorno, mi porta il lungo e in largo.
più il lungo a dire il vero, giacché la mia zona è lunga e stretta.
so di una nuova apertura, (non intendo dire una nuova via di fuga, attraverso il muro), hanno inaugurato un nuovo grand hotel 5 stelle l, con un nome soave come conviene, di quelli acchiappa/spenna-grulli. il posto è davvero incantevole, una favola, l'edificio pure. anche il conto per una notte deve essere una magica favola.
la receptionist (mi si intorcola la lingua a dirlo) è classica. cioè, carina, sobria, sorriso bianchissimo, cordiale con i capelli raccolti, ordinata e cordiale, (come il bitter). dice " posso esserle d'aiuto?" (portami nella 214 e ti spiego come...vorrei dire...), invece dico
" buongiorno, mi chiamo giorgio clunneo della oplà & son, è possibile parlare con il direttore o con il responsabile acquisti?"
"attenda un attimo" fa una telefonata e poi sparisce.
per ogni venditore, questo è il momento per elaborare la prima battuta, la giusta frase, colpire nei primi secondi (non parlo di portate). in questi pochi secondi carichi di tensione i più mettono le mani in tasca per asciugare il sudore. io non lo faccio da tempo, primo perché sono un veterano e secondo, perché trovo molto stimolante la palpatina. fa perdere di vista (e la vista..dicono) il vero motivo del perché si è qui: vendere.
in questo lasso di tempo, che varia dal tre minuti alle tre ore, dipende da cose sta facendo il capo, io faccio quello che preferisco, cioè curiosare.
mettere in disordine le brochure, sfogliare le interessantissime riviste del settore tipo, l'hotel, convegni & congressi, bargiornale, sfogliare col dito insalivato i quotidiani. gli hotel sono pieni di quotidiani, tutti belli ordinati che nessuno legge.
mentre sono intento a leggere la notizia del giorno (" toccata e frugata, donna denuncia il fornaio. s'è presenatato senza il filone"), sento alle mie spalle:
"tè se' ti che'l me cerca?" (mi perdoni, sono il direttore, è lei che hai chiesto di me?)
"oh si, certo, buongiorno, sono giorgio clunneo, della oplà&son, piacere di..."
"tè se' il terso che'è me rumpa i ball, gho mia temp!" (deve scusarmi, ma con tutti questi impegni, capirà che senza appuntamento posso dedicarle sono pochi minuti)
"certo, capisco, le farò perdere solo pochi minuti, vorrei presentarmi e fissare un appuntamento se è possibile"
"ma ti che scunt te me fé?" ( mi auguro che la sua offerta sia oltremodo favorevole, specie in questi tempi di crisi).
ecco, io sopporto tutto, sopporto che mi si sbatta la porta in faccia, o che il mio interlocutore abbia la fiatella, o che le sue ascelle vivano di vita propria. sopporto perfino la maleducazione mi faccio piacere pure il dialetto che spesso non capisco, ma lo sconto no. lo sconto mi manda in bestia, è come se mi portassero via mia figlia. sono come quella della breil, toccatemi tutto ma non lo sconto.
abbozzo un sorriso, faccio il finto tonto e chiedo come se non avessi sentito
"scusi?"
"scunt, quant scunt te fé?" (la sua migliore offerta ?)
mi ha chiesto uno sconto.
non sa chi sono, cosa vendo, come lo vendo, a quali condizioni. non ha chiesto neppure il prezzo, e mi chiedo uno sconto?
"sa che è buffo? - dico - le avrei detto che la prima fornitura in prova è gratuita, ma visto che mi chiede "lo sconto" le farò pagare qualsiasi cosa voglia comprare solo al 98 % del listino. è contento?"

Comments (1)

by: manu :

sei un grande!!
oltre ai principi sacri...tu dovevi fare il giornalista..!

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22.09.04 00:42.

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