rotelle di liquirizia
rotelle di liquirizia. ne ho preso una confezione, si lo so, non dovrei, ma non ho saputo resistere.
sono uno spasso da mangiare, afferri l’inizio delle spirale e tiri. tiri e mastichi.
mangiando un paio di rotelle, ho ricordato quando, da ragazzino, prima di entrare al cinema dell’oratorio, per poche lire, ne compravamo una decina. le vendevano sfuse e ce le mettevano in un sacchetto di carta bianca.
ricordo pure uno dei film visti allora, era il periodo del karatè, era il momento di bruce lee appena arrivato dalla cina con furore.
nessuno allora si preoccupava, e nessuno ci diceva di non fare a casa quello che si è visto nel film. “don’t try this at home” .
e invece noi si emulava. solo a scuola però, a casa i genitori ce le avrebbero suonate peggio di bruce lee.
a scuola ci si sentiva tutti karatechi, invincibili si provava a rompere i banchi a colpi di karate.
aaahhiii! bam! mano mezza rotta. uathaaaa! strabam! mano completamente rotta.
i banchi allora erano in faggio stagionato spesso tre centimetri e sopra vi era incollata una lastra di laminato. il tutto poggiava su solide gambe in acciaio fuso.
la domenica dopo, al cine dell’oratorio a veder mosè con le mani fasciate e una rotella tra i denti.
Posted by ian at 01.03.07 21:44